Senza Piagne

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Se scorro indietro nel tempo, sfogliando i ricordi stampati come un libro nella mia mente, ritorno ad un periodo dove molto giovane, quindi sicuramente nel pieno delle mie facoltà fisiche e intellettive , mi allenavo allo stadio (allora) delle Terme di Caracalla. Correvo per le Fiamme Gialle Roma ed era obbligatorio esserne all’altezza, per il blasone  e per l’onore di essere tesserati per il gruppo che annoverava gli atleti più forti della regione. 

 Non sto cerco cercando di autocelebrarmi  anche se mi succede spesso di farlo, è un difetto che devo assolutamente limitare, ma vorrei solo rendere l’idea del contesto storico/fisico che sto descrivendo. Un atleta di meno di 13 anni, che svolge lavori di ripetute in pista 3 volte la settimana, alternati da lavori di resistenza consistenti nel correre 10/12 Km a ritmo (medio) costante altre due volte la settimana.

 

E’ ancora ben impresso nella mia mente il momento dei riscaldamento, che consisteva (guarda caso) in molleggi, corsa sul prato, andature, qualche allungo … perchè lo ricordo cosi bene? Cosi come ricordo perfettamente i primi 20′ di corsa continua quando svolgevo allenamento di resistenza. Il ritmo medio, quello della corsa “facile” era 4’/km ovviamente …

Beh quell’inizio era costellato da dolori lancinanti ai muscoli della coscia, il dolore era cosi forte , cosi intenso che non permetteva una corsa fluida. Era un appuntamento costante, immancabile, ad ogni inizio allenamento. Ci ero cosi abituato da non farci più neanche caso!!! Si parlava con i compagni di allenamento e ci si distraeva per poi partire con l’intensità delle ripetute nelle quali ogni dolore spariva, disintegrato dall’adrenalina sprigionata per superare la terribile prova!

Il dolore spariva per poi ripresentarsi la volta successiva!

 Il dolore era forte ma ti faceva diventare ancora più forte! Per prima cosa ti temprava alla sofferenza, al sacrificio, a capire che niente era scontato, regalato ma andava conquistato e poi ti preparava le gambe a sopportare difficoltà sempre maggiori nelle gare, specialmente le campestri!!!

Cosi come ricordo quel dolore, ricordo quel senso di sfinimento totale provato all’arrivo di ogni gara. Mi trasformavo al punto che c’è chi evitava di venirmi a vedere per non rimanere troppo impressionata dalla mia faccia paonazza, dal mio incedere con difficoltà i metri successivi all’arrivo!

 

E’ cosi quando dai tutto!!! Quando sei completamente sfinito perchè la gara ha assorbito ogni tua energia e oltre!!!

 E l’allenamento serve a questo, ad andare oltre! Ogni dolore è un gaudio annuncio, ti offre la possibilità poi di osare di spingerti oltre al momento giusto!

Senza dolori non si migliora, si rimane nel limbo del … divertiamoci insieme, manteniamo la pancia nei limiti “accettabili” e andiamo a prendere la medaglia che danno a tutti, anche a quelli che arrivano quando non il gonfiabile non c’è più!!!

 Ovviamente bisogna imparare a riconoscere i dolori buoni e quelli cattivi, i dolori provocati da acido lattico accumulato in allenamento che presto si trasformerà in maggiore apporto energetico e i dolori che sono un campanello d’allarme verso contratture o peggio ancora lesioni.

Bisogna ascoltare il corpo, controllare ogni sensazione e capire quando e’ il caso di riposare, anche se in tabella c’era un allenamento importante, niente è più importante dell’integrità fisica. A volte si può andare più piano ma rimanere evitare infortuni piuttosto che tirare sempre la corda fino a che inevitabilmente … si spezza!

 La soluzione vincente è ascoltarsi  e soprattutto evitare le lamentele da reparto geriatrico per condividere dolori … e sensazioni negative! Se ce l’aveva un ragazzo di 13 anni circa vuoi che un cinquantenne non abbia dolori??? A parte i dolori fisiologici dell’età … i dolori di allenamento sono benedetti , sono un patrimonio che sicuramente arricchirà le prestazioni, ma fanno anche parte di un sistema di autocontrollo che deve attivarsi, bisogna gestirli, ben interpretarli e all’occorrenza fermarsi!

 

L’obiettivo non è un allenamento perfetto, la tabella riporta tutti allenamenti perfetti per stimolare a spingere un pò di più, ma questo non deve assolutamente compromettere la prestazione! L’obiettivo e’ arrivare carichi e al meglio della condizione psico-fisica alla gara!!! Non dobbiamo disperdere energie! Ripeto meglio saltare un allenamento che farlo con la mente e il corpo sofferenti. Non tutti abbiamo gli stessi tempi di recupero e volte può essere determinante e di grande aiuto un allenamento in meno piuttosto che un allenamento in più !!!

Ovviamente dico questo quando la fase “cruciale” della preparazione è terminata, ora si va in scarico, in recupero di energie, quindi chi ha dato avrà … 

Bella per me che ancora la devo iniziare la preparazione, ma devo darvi il giusto vantaggio per essere tutti uguali al nastro di partenza!!!

Quindi la morale è :Senza Piagne!!! Basta con i bollettini medici, le lamentele, i capricci , i gne gne … i succede tutto a me, sono piccolo e nero… basta calimeri, voglio tutti atleti sicuri di aver fatto tutto il necessario per affrontare al meglio la GARA!!!

Quindi tenetevi i dolori stretti perchè sono miracolosi per superare i prossimi limiti fisici e mentali e sorridete quando arrivano perchè sono forieri di piacevoli novità !!!