I Ragazzi di Roberta

Roberta
Doverosa Premessa

Roberta nasce a Roma nel luglio del 1964, maggiore di tre figli  di Anna Maria e Ferdinando, si diploma in ragioneria ed inizia a lavorare a 18 anni. Nel 1992 sposa Paolo, nel 1998 nasce Lucrezia, nel 2002 Lavinia e nel 2004 Nicola. Il 13 agosto del 2008 scopre di avere qualcosa che non va e le immediate successive analisi ne danno purtroppo conferma. Si opera a Pisa ed inizia la lunga lotta fatta di cure varie, speranze e delusioni.

L’8 febbraio 2010 chiude gli occhi per l’ultima volta o, per dirla come ha scritto Don Gianpaolo “Ha aperto gli occhi per la prima volta alla vera vita, quella beata che non finisce mai”

Fare “qualcosa” per i bambini che soffrono e che hanno bisogno di aiuto. Questo era il profondo desiderio di Roberta nato molti anni fa, per sua naturale inclinazione e per seguire l’esempio dell’amica Francesca. La malattia le ha purtroppo impedito di coronare questo sogno in prima persona. L’associazione Roberta for Children Onlus nasce l’8 aprile 2010, a due mesi esatti dalla sua scomparsa, grazie alla volontà e all’impegno di tanti amici e ha lo scopo di esaudire il suo desiderio e di contribuire ad alleviare la sofferenza dei molti, troppi, bambini che hanno bisogno di aiuto. La speranza è che, con il nostro piccolo contributo, potranno riuscire a guardare al futuro con maggiore serenità.

 

La nostra partecipazione

Se c’è bisogno di aiuto, nel possibile , la Podistica Solidarietà è sempre in prima linea e anche quest’anno, come negli anni precedenti siamo qui a contribuire con una partecipazione cospicua di atleti e con uno speaker di eccezione, che non ha nulla da invidiare agli usuali delle gare domenicali, il nostro Presidente Pino Coccia.

 

La Gara

Padrino della manifestazione un grande atleta prima e giornalista sportivo poi, Giacomo Crosa,

crosa

Noi Orange  non siamo venuti solo per collaborare, in tutti noi c’è un cuore grande solidale e uno spirito combattivo che ci porta ad affrontare la competizione con l’agonismo che merita.

Schierato il cordone  a piazza Sempione per la partenza e atteso il segnale di strada libera, allo sparo del giudice FIDAL alle 9:00:49 è partita la gara. Siamo in molti a giocare in casa, un pò per questo, ma soprattutto per prendere una buona posizione prima di accedere al parco dove il sentiero pregiudica sorpassi , partiamo molto forte!

Il gruppo di battistrada è folto, nonostante il passo sia abbondantemente sotto la media adeguata per questa competizione, i Top della Podistica Solidarietà sono tutti nelle prime posizioni, comandano Alberto Botta e  Michela Ciprietti, che saranno in grado di tenere la testa degli Orange fino  alla fine, Michela straordinaria prima donna, prima degli Orange e quinta assoluta!!!

cordone

Il percorso è impegnativo ma non impossibile, meno di un chilometro di asfalto e poi 11 chilometri immersi nella Valle dell’Aniene, abbastanza pianeggianti , su uno sterrato duro nonostante la pioggia, qualche piccola pozzanghera, qualche ripida salita, ma molto corta, e qualche discesa impervia … l’impegno principale è tenere alta la concentrazione per tutta la gara per evitare di mettere il piede in fallo e rovinare la gara per una storta alla caviglia o qualche brutta caduta !!!

Partire forte è importante per prendere una buona posizione e avere, possibilmente, maggiore visibilità sull’appoggio del piede, ma partire troppo forte può essere un prezzo da pagare per tutta la gara!

Decido di fare una partenza contenuta, ma nonostante i buoni propositi , alla prima curva, mi trovo in testa!!! Un attimo, giusto uno … di beatitudine e poi tiro il morso e decelero sensibilmente tanto da ricevere un inciampo che fortunatamente non ha esiti problematici, anni di pista mi hanno temprato da questi e altri sgambetti .

Ecco che un gruppo di Runner mi passano, loro non rallentano … tra loro “Uccia” (Fabiola Restuccia) e Federica (che è al rientro) , provo a dire loro che stanno “esagerando” ma non voglio contraddire le direttive e mi limito ad un “accenno” …

Si entra nel parco e subito in fila indiana. Qualche centinaio di metri e si determinano le gerarchie, i battistrada si allontanano e chi ha osato ed è ora davanti … rallenta tutto il gruppo. Cosi come si farebbe in una strada ad una corsia, chi è più veloce mette la freccia e passando sull’erba, utilizzata come corsia di emergenza, effettua il sorpasso di chi impegna il sentiero .

E’ importante , in questa fase riconoscere i tappi “veri” e i falsi “tappi”. Come si fa?? Beh i modi sono due.

  • Il primo è avere un’ottima sensibilità della propria andatura e capire se il treno sta accelerando o rallentando , ma questo è molto difficile, bisognerebbe conoscersi a fondo e su tutte le superfici.
  • Il secondo è tenere sotto controllo il tempo, vedere costantemente se la media/km aumenta o diminuisce, tenendo conto anche di eventuali cambi di altimetria

In ogni caso è importante soprattutto riconoscere i falsi “tappi”, ovvero quei runner che ti sorpassano di gran carriera, come se fossero pronti ad una volata finale , il che ti destabilizza e ti fa pensare, ma se questo sta cosi bene già ora …  se e va cosi brillantemente e mi lascia sul posto …  allora io sono proprio un tapascione!!!

Sei istigato a sopravvalutare questo tipo di sorpasso tanto che ti metti dietro mestamente e anzi, sei portato quasi a rallentare come per ammettere la superiorità, ma poi vedi che il distacco non aumenta, e se rimani lucido e non ti fai condizionare, ti rendi conto che stai rallentando … allora non era tutto questo fenomeno !!!

A me è successo intorno al terzo chilometro, in quel momento che l’enfasi iniziale è del tutto esaurita, l’arrivo è lontanissimo e si vive la situazione psico-fisica che genera la seguente domanda :”Chi mi ci porta all’arrivo”???

Una doppietta in canotta Orange mi svernicia e passa baldanzosa e se non fossi colui che sono … sarebbe stato un colpo di grazia ma, io sono lo stesso Runner che di queste situazioni ne ha vissute a migliaia, che è ora narratore per tramandare l’esperienza acquisita e insegnare su come affrontare e gestire questi momenti e cosi è stato.

All’inizio si subisce, ma non ci si deprime. La domanda del tapascione primordiale è quella prima enunciata, chi mi ci porta all’arrivo!??!! La considerazione del Runner evoluto è :”le sentenze si emettono all’arrivo“!!!

Mai esultare troppo prima ma neanche deprimersi, in una gara i verdetti sono tutti alla fine, durante è un susseguirsi di situazioni, di scenari da gestire al meglio per poter arrivare al traguardo senza alcun rimpianto.

Se facessi il punto “definitivo” ora, sarebbe un’ecatombe di sensazioni, siamo in un momento cruciale della gara, sono dietro a runner che rendono questa mia prestazione indegna, mi stanno sorpassando emeriti sconosciuti … eppure avrei le mie motivazioni forti che sto deludendo … già questo basterebbe per un triste epilogo lungo oltre 8 km!!!

E invece no!!! Non è cosi che si affronta una battaglia, finchè siamo in gara tutto può cambiare e principalmente dipende da te stesso, sei tu con i tuoi punti di vista che puoi incitare la reazione o deporre la resa!!!

Non si molla un centimetro e si reagisce !! E quando reagisci l’energia si ricarica, la forza si ritempra e la mente riesce a rinvigorire un corpo apparentemente inerme.

E cosi è stato,  non mi sono scomposto e ho continuato a correre al mio ritmo, quel ritmo che ho ritenuto valido in funzione del tipo di gara e della mia attuale condizione fisica. Il treno  si è mantenuto equidistante … molto bene, procediamo allo stesso passo …

Anzi, succede qualcosa che sarebbe  inaspettato per molti ma non per me, il treno si avvicina, la locomotiva è in difficoltà e sta rallentando, tutto il plotone non se ne rende conto  e subisce questa limitazione e agevola la mia risalita, che mi rigenera come oasi nel deserto!!!

Ecco che sono di nuovo sotto e alla prima occasione faccio filotto !!! Eh si in questi momenti bisogna osare, è indispensabile il cambio di passo per ricambiare la cortesia e infliggere agli avversari lo stesso stato d’animo precedentemente subito … se passi ora a livello psicologico è una mazzata, perchè essere sorpassati da chi prima hai passato tu è un colpo tremendo!!!

Passo tutti e  mi metto all’inseguimento di chi è ancora piu’ avanti per continuare lo slancio del sorpasso e non  riprendere il passo di crociera troppo presto. Non devo solo passare, devo surclassare, soffrire per 500 metri circa e poi godere di rendita per questa azione per tutto il resto della gara. E’ un piccolo sacrificio necessario per tornare a dare un senso alla mia competizione, per renderla di nuovo degna …

E cosi faccio , imprimo un’azione di forza e potenza che può solo agevolare la mente a pensieri positivi e ottimistici.

Arrivato alla distanza prefissata posso tornare a Ritmo Gara e gestire il distacco ottenuto. Il mio Ritmo controllato riporta sotto una vecchia conoscenza delle gare in pista, uno che non molla mai, specialista del mezzofondo, gente che è abituata a fare campestri come potenziamento invernale e quindi , questa gara per lui è di routine da mezzo secolo circa …

Non molla un centimetro, anzi passa, ma non è lui il mio obiettivo, anche se arrivargli avanti mi sarebbe piaciuto. Inizia da qui la mia gara solitaria, siamo circa a metà percorso e ho obiettivi davanti pressochè irraggiungibili a questa andatura (salvo crolli …) e avversari dietro più o meno equidistanti a chi è avanti . Un momento di controllo . Correre soli è una gara nella gara, facile, facilissimo distrarsi, perdere il passo, prendere una storta … Servono il doppio di energie per essere concentrati ma al contempo “leggeri” con la mente. Molto concentrati per poggiare bene i piedi in un percorso impervio, leggeri di pensieri per non sentire la fatica …

Non si contano i chilometri, non ci si chiede quanto manca , ma ci si sorprende per essere già qui!!!

Si incrociano quelli della “non competitiva” quest’anno è abbastanza invasiva, si mettono nel sentiero ed e’ difficile passare, ma passo. Dai che siamo già oltre la metà , siamo nella via del ritorno, non ci sono riferimenti ma il tempo passa e con sè anche i chilometri.

Si torna a biscotto nel punto di ristoro, liscio un bicchiere ma prontamente ne prendo un altro , e cosi  , al volo bevo un sorso d’acqua e mi bagno la testa ! E’ importante bagnarsi per riprendere possesso totale delle sensazioni e uscire dal torpore sollecitato dalla giornata non calda ma molto umida …

Incrocio quelli che ancora stanno risalendo e scambio incitamenti , uno in particolare con CCianiAnna a me piace chiamarla cosi …

Si torna nel fitto sentiero in solitudine, ogni tanto riesco a scorgere chi mi sta davanti , in certi tratti non sembrano irraggiungibili e aspetto il momento per improntare un attacco. Ma non è facile cambiare passo su questo terreno, molto facile invece rallentare.

Siamo all’ottavo chilometro, e mi dico, dai, un bel 10x400mt con recupero 0, neanche tanto tirato … Un lavoretto facile facile, e poi ci siamo!!!

Quelli della “non competitiva” in questo tratto sono molto più frequenti, ma pensare che con la loro iscrizione hanno contribuito al sogno di Roberta mi consola e mi da una motivazione in più per non prendermela troppo per l’intralcio subito.

Ecco che sulla destra vedo persone della protezione civile sui loro meravigliosi destrieri, educatissimi sostano sul lato del sentiero in  una minuscola radura e stanno pasteggiando con foglie di piante evidentemente appetibili. Questa visione non mi concilia con l’insofferenza che aumenta per questo sterrato, voglio l’asfalto se non la pista … voglio appoggiare e spingere per agire e soprattutto reagire.

E’ finita la mia solitudine ecco che due runner si avvicinano, li sento alle spalle e non contenti mi passano … hanno un’altra andatura rispetto alla mia, sarebbe opportuno seguirli, farsi portare e in parte lo faccio. Prendo il treno e mi allineo nel passo, li guardo meglio, forse sono proprio della mia categoria, anche se molti che incontro e immagino siano anche più vecchi di me, poi guardando le classifiche sono spesso più giovani …

Non sono troppo veloci, sono io che non sono in grado di accelerare … ho rimandato per molti chilometri questo momento e ora che sarebbe l’attimo giusto per “cambiare passo” sono cosi “legato” che non riesco a liberare la nuova modalità, e questo mi fa perdere terreno. Perdo il treno … peccato, avrei potuto tentare di riprendere i battistrada, specialmente uno che su questo terreno è un fenomeno naturale il caro Batman (Domenico Nuzzi)  che anche oggi sta realizzando un’impresa di altissimo livello e arriverà primo di categoria, Campione!!!

Siamo alle ultime curve, tra poco il tratto “conosciuto” della conca che ti spinge verso la volata finale … la affronto nel traffico dei non competitivi, ma trovo un passaggio seppur con difficoltà … Sento alle spalle un passo diverso, fare rumore correndo non solo è un difetto che aumenta attrito ma è un avviso per chi è davanti e si accorge prima del possibile sorpasso … con  la coda dell’occhio scorgo una canotta Orange, possibile che mi hanno raggiunto? Se sono coloro che ho sorpassato tanti chilometri fa sono molti e se mi stanno raggiungendo sono più veloci!!!

Il radar ha percepito, elaborato e arriva immediato l’input alle gambe, corri!!! Se aumento già da ora rischio di essere avanti e di non vedere chi ho alle spalle per la volata ma … quando c’è una volata e sto avanti, pochi mi sorpassano … accelero di brutto , come se fosse la’ il traguardo, manca ancora qualche centinaio di metri e spingo con le braccia, apro il passo, ora sto correndo davvero … nonostante non abbia asfalto per facilitare l’appoggio … corro, un piccolo scorcio per vedere chi ho dietro e riconosco l’immarcescibile Luigi , e si prefigura lo stesso epilogo dello scorso anno, siamo sempre noi, sempre qui, qualche secondo di anticipo, mi preparo per la foto con sorriso , mentre mi accingo a percorrere ultima curva Raffaele mi incita e mi da la spinta finale!!!

Ecco il gonfiabile, proseguo nell’allungo e mi godo la voce del Presidente che pronuncia il mio nome! Arrivo! e non mi fermo, di slancio salto anche la catena che ostacola il passaggio . Il Presidente mi intervista subito, le prime impressioni sulla gara? Vorrei dire tante cose, per prima ringraziare gli organizzatori per questo bellissimo evento, ringraziare la Podistica Solidarietà per essere sempre presente ma  mi esce solo :”Il mio respiro è per chi è rimasto senza”!! Per l’AMIP !!!

 

La Classifica del ForresTeam e dei suoi amici

 

Nome Tempo Media/Km Volata
Michela Ciprietti 47:01 3:55 3:49
Alberto Botta 47:22 3:57 3:08
 Gianluca Alba 48:15 4:01 3:57
Antonio de Caro 50:02 4:10 4:02
Domenico Nuzzi 50:45 4:13 3:57
Forrest 52:09 4:20 3:55
Daniele Cosimo Marsano 52:44 4:23 4:01
Fabiola Restuccia 53:03 4:25 4:07
Ugo Guarnera 53:40 4:28 4:31
Mariano Scamarcio 55:05 4:35 4:24
ToPaolo Sai 57:01 4:45 4:51
Federica Livi 57:37 4:48 4:22
Domenico Bovi 57:53 4:49
Luca Pretolani 58:04 4:50 5:15
Giuliana Arioli 1:02:01 5:10 4:33
Ombretta Spuri 1:02:22 5:12 5:04
 Antonio Marino 1:02:49 5:13 4:51
 Alfonso Scamarcio 1:03:46 5:18 4:44
 Maria Enrica Zocchi 1:06:24 5:31 5:14
 Cristina Maurici 1:06:37 5:33 5:00
 Claudia Pecorari 1:08:25 5:42 4:28
 Bruno Cocchieri 1:08:26 5:42 4:40
 Claudia Marchetti 1:08:27 5:42 4:46
 Arianna Carciotto 1:09:06 5:45 5:28
 Stefano Prosperini 1:09:59 5:49 4:55
Viviana Vitale 1:23:01 6:55 6:39

 

Della grandissima prestazione di Michela ho già parlato, un fenomeno! Ottima prova di Alberto, che nonostante abbia perso la volata con il suo avversario ha volato piu’ di tutti nel finale!!

Fantastico BatMan primo di categoria e davanti a tanti “ragazzotti”, bella prova di Uccia , che nonostante abbia ceduto proprio alla fine il secondo posto è giunta comunque terza assoluta!

Bentornata a Federica che ha concluso prima di categoria, e da qua si riparte alla grande!!! E brava anche a Maria Enrica giunta terza di categoria!!!

Per quanto riguarda i “miei ragazzi” sono pienamente soddisfatto. L’obiettivo per due di loro è fare una buona mezza Maratona a Pescara, quindi oggi era una gara allenante per gestire al meglio eventuali momenti di difficoltà. Bravi sia Paolo che Claudia a gestire al meglio un percorso impegnativo.

Brava Viviana, che ha affrontato nel modo giusto una gara complicata, arrivando al traguardo con un discreto allungo che apre a possibili miglioramenti.