Trofeo Podistica Solidarietà

Premessa

La prima volta che ho partecipato al Trofeo della Podistica Solidarietà era il 2010, ricordo la forte emozione, la voglia di vincere (come sempre) presto fugata alla prima curva e i partecipanti che sono sensibilmente cambiati.

Sarebbe bello verificare chi c’era e chi c’e’ ancora e soprattutto si mette in gioco anche rischiando figuracce!

Ma è davvero una figuraccia correre più lentamente? Essere meno competitivi?

Vedo molti atleti vivere questa difficoltà e rinunciare a correre, partecipando solo quando sono al Top della condizione o peggio ritirarsi in gare dove la prestazione non sarebbe conforme ai propri standard.

La mia testimonianza diretta è di un ex front runner (come va di moda chiamarli ora…) al quale e’ rimasta solo la front del resto priva di capelli… e quell’ex fa si che alla partenza mi capiti spesso di trovarmi con i migliori ma poi la realtà mi porta a competere la mia battaglia personale e non solo nelle retrovie.

In questa seconda vita sportiva ho trovato nuove motivazioni volte a vivere difficolta’ mai incontrate prima e individuare i giusti rimedi per superarle in modo efficace e produttivo.

Ecco di cosa vorrei parlare in questo articolo, trattando una gara impegnativa che mi ha visto vivere un po’ tutte le possibili disavventure del “runner medio” e senza farmi prendere dallo sconforto ho messo in pratica le contromosse che mi hanno portato all’arrivo in volata, invece che arrancante a corpo morto!

Pre-Gara

Le previsioni promettavano una mattinata di allerta meteo con piogge non abbondati ma abbondantissime! Tutto questo purtroppo ha condizionato l’affluenza, specialmente degli “arancini” che sono il nostro futuro per una prospettiva sempre colorata di Orange!

Anche molti adulti hanno dato forfait, ma nonostante le previsioni nefaste il cielo si è schiarito ed e’ uscito anche un Sole meraviglioso.

Il centro sportivo della Banca d’Italia offre uno scenario mozzafiato, un percorso che ricorda la 5 mulini e l’acquedotto romano da passare più volte per cucire un percorso disegnato in modo eccellente.

Ci sono tutte o quasi le caratteristiche di un cross, mancano solo le pozzanghere, ma sono presenti cambi di direzione, discese, salitelle, tratti dove spingere e tratti dove soffrire per riprendere la giusta velocità.

Sono stati allestiti i gazebo per le iscrizioni (gratuite), il deposito borse, e il ricco ristoro a base di frutta e porchetta.

C’e’ anche la birra per accontentare proprio tutti!!!

E poi, audite audite, un vero palco per le premiazioni!

Il centro sportivo ha inoltre messo a disposizione per tutti i partecipanti gli spogliatoi e le docce che di questi tempi sono un bene davvero inaspettato!

Saranno premiati i primi 8 classificati, uomini e donne, la premiazione includerà anche i vincitori del Criterium Estivo, che vede il nostro Scamarcino secondo classificato, ma solo perché la classifica è di quantità e non di qualità.

Noi al Trofeo della Podistica Solidarietà

Gara

In un clima stemperato di nuvole e tensione con la classifica praticamente gia’ fatta ai nastri di partenza i giudici e il nostro Presidente dopo aver assiepato i partecipanto sulla linea di partenza danno il via al Trofeo.

A proposito della classifica gia’ “nota” nel senso che soo espliciti i valori in campo, salvo qualche rara e molto piacevole sorpresa, ho gia’ da tempo qualche idea, in modo da rendere questa gara avvincente e soprattutto incerta fino all’ultimo metro… chissa’ se prima o poi riusciro’ a realizzarla.

A meta’ rettilineo, a circa 80 metrei dalla partenza è posizionato Maurizio con la macchina fotografica pronta ad immortalare le canotte Orange e non che transiteranno in quel punto, ancora forti e fiduciose del risultato da ottenere…

E puntualmente a quell’appuntamento giungo in testa al gruppo, perché la partenza e la volata finale mi rimaste ancora valide e competitive, è la parte centrale della gara, non a caso quella che conta, che s’e’ tapascionata!

Oggi un po’ tutti sono partiti forte e dato che il primo passaggio nell’arco dell’acquedotto è stretto e ci passa solo un runner, sorpasso coloro che gia’ ai primi 200mt scarsi di gara possono rivelarsi dei tappi (chi legge e ancora non sa cosa e’ un tappo me lo chieda poi personalmente…)

Il primo giro, di tre, è ancora baldanzoso e goliardico, si scherza, si va forte, si prende una posizione in classifica e ci si proietta all’arrivo, cercando di lasciare dietro quel competitor e magari ingaggiare un duello al sorpasso con l’altro che e’ avanti…

Al primo giro li ho tutti avanti i miei “papabili” e dato che non sono lontanissimo da chi e’ chiaramente, attualmente, più forte di me, mi consolo che non sta andando poi cosi male…

Io sono una variabile impazzita in una gara, specialmente in una competizione tutta nostra. Potrei stupire tutti, a partire da me stesso e sfoderare un ritmo impressionante, oppure deludere molto me stesso e anche chi mi stima producendomi in un arrancare scomposto verso il traguardo, staremo a vedere…

A dire il vero volevo venire solo a dare una mano, senza correre, per nascondere le mie attuali condizioni, ma sarei andato contro a quello che da sempre è stato il mio credo di runner, mollare mai, ritirarsi mai, e mettersi sempre in gioco, rischiando anche qualche brutta figura, ma chi resta a casa a perso a prescindere!

Il primo giro serve ad assaggiare il percorso a capire dove e come applicare tattiche e strategie, perche’ anche se nelle retrovie si corre sempre per ottenere una prestazione e possibilimente recuperare qualche posizione!

Tutti questi bei pensieri pero’ cozzano con lo stato psico-fisico con il quale transito al passaggio del primo giro, sono “finito”, fiato corto, gambe pesanti, insomma chi mi ci porta qua tra due giri???

Un “obiettivo” e’ avanti e un altro dietro… Sono in mezzo al guado e non posso e non devo assolutamente mollare!

Oggi prima di essere runner sono coach ed ogni circostanza deve essere un insegnamento, un’esperienza da condividere, un valore aggiunto da regalare ai miei atleti. Ed ecco che dal passaggio al primo giro inizia la mia gara nella gara, e si iniziano a mettere in pratica molti dei consigli che mi trovo spesso a dispensare, che non sempre arrivano immediatamente, ma prima o poi, per fortuna arrivano a destinazione!

Per cominciare mi ripeto il nostro motto “Osare e Tenere”, ecco ho abbastanza osato fin qua e ora devo tenere, tenere duro fino alla fine, non si molla…

Gia’ il ripetermi il “mantra” mi porta ad avvicinarmi all’obiettivo che sta avanti, anzi lo passo spedito, ma non mi fido, forse è in fase calante, forse sta recuperando, forse accusa qualche dolore, ma io intanto lo passo e staremo a verdere…

Il mio “stato” al passaggio del primo giro…

Il sorpasso mi provoca ancor più sofferenza, e allora gestiamo e non subiamo la respirazione.

Inspirare ogni due passi ed espirare ogni due passi, correggiamo il ritmo, recuperiamo il fiato, si puo’ recuperare anche correndo, basta gestire e non subire, controllare e non andare in affanno!

Ma nel momento del recupero vengo passato “in tromba” dall’altro obiettivo che avevo dietro, te pareva? Non c’e’ un attimo di tregua, mi sorprende, mi toglie le belle energie che mi aveva infuso il sorpasso precedente, e mi rigetta nell’oblio… ma lo sconforto dura poco, non e’ finita fino a che non è finita!

Non si molla e si comincia un’altra gara, tattica. Del resto con lui, tempo fa, ci eravamo promessi una volata… e allora si gioca di strategia e si provera’ a sfruttare il rettilineo finale che porta al traguardo, in fondo la volata mi regala sempre energie insospettabili… resta solo un piccolo problema, manca un giro e mezzo all’arrivo e lui sta andando forte mentre io arranco!

Ma via dalla mente pensieri negativi, ho un paio di riferimenti che mi dicono che non sto andando malissimo, certo il crono e’ impietoso, ma la difficolta’ del percorso giustifica (forse) questo ritmo…

Allora si segmenta, si va di tratto in tratto, non si pensa alla fine ma suddivido il circuito in 4 punti focali e mi concentro su ogni segmento cercando di: correre al meglio, gestiamo l’appoggio, schiaffeggiamo cercando di trovare la spinta anche se il terreno è morbido. Per l’occasione ho messo scarpe “scariche” (anche pensando al possibile diluvio) , il terreno non aiuta il rimbalzo e avere scarpe morbide azzera il ritorno energetico.

Oggi il piede deve essere veloce, non conta il rimbalzo ma la velocita’ di appoggio, immaginare che il terreno bruci e tirare subito su la gamba per poi “schiacciare” inesorabilmente il bacarozzo.

Ecco un tratto “spacca-ritmo” di salita, affrontarlo con passo corto e veloce e per andare più veloce muovere appunto velocemente le braccia!

Ecco una discesa con curva, prendere la giusta traiettoria, correre veloce ma sempre con appoggio “rapido”, mai gravare sulla schiena, mai arretrare!

Il mio “amico” competitor si e’ allontanato ma non e’ lontanissimo, devo tenere, tenere questo ritmo, cosi posso giocarmi la volata…

Mentre penso questo un altro “possibile” obiettivo mi passa! E’ una sorpresa, ovvero uno che non ti immagini possa stare davanti e invece ci va! E’ una mazzata tremenda, che fa ricalcolare tutto! Ma come e’ possibile? Se lui mi passsa allora sto andando molto molto piano…

Non bisogna mai farsi sommergere da queste paranoie. Trovare subito una via d’uscita. Magari sta preparando qualche gara ed ha un allenamento molto molto intenso sulle gambe, insomma non sono io che vado piano… è lu che sta volando. E poi non e’ lui un obiettivo, non lo avevo proprio calcolato, oggi gli regalo questa soddisfazione ma la prossima volta lo metto nel mirino!

Mentre reagisco a questo sorpasso mi accorgo che l’obiettivo davanti perde terreno, lo sto raggiungendo! Che faccio lo tengo avanti e lo sorprendo in volata? Ma manca ancora un giro!!!

Colgo l’attimo e lo sorpasso. Sempre con in testa l’idea di correre al meglio, migliorare l’impostazione, l’appoggio, la respirazione.

Uso ovviamente le braccia per fare la variazione di ritmo che mi porta a passarlo poco dopo il traguardo e manca un giro…

Adesso più che mai : tenere!

Gli obiettivi sono dietro, cosi come alcuni “riferimenti” di livello, ho davanti quelli oggettivamente più forti e l’intruso, che non cede ma si stacca ancora di più.

La mia gara ora e’ su quelli dietro, cambia ancora la strategia, prima pensavo ad una rincorsa accorta per piazzare una volata con sorpasso, ora devo fare un giro di tenuta e se possibile anche di incremento di velocita’ per evitare sorprese finali…

E’ implicito che tutti questi pensieri mettono da parte la “scimmia” del tapascione che ti porta a rallentare, a mollare e ad arrancare in una lentissima agonia per arrivare al traguardo…

E’ molto importante in una gara avere o trovarsi una “sfida”, un modo per impegnare la mente in modo positivo e soprattutto propositivo, per allontanare pensieri nefasti, evitare di rallentare e quindi farsi male ai muscoli ed arrivare dopo allungando l’agonia…

Quindi riepilogando ho tutti dietro quelli che devo battere e quasi tutti avanti quelli che per ora sono imbattibili, salvo sorprese che  a quanto pare non mi sono riservate oggi.

I due sono “crollati” ma non mi fido, a volte ci sono recuperi imperiosi dovuti ad un motivazione trovata per strada  o magari alla consapevolezza che non sta andando cosi male…

Quindi apprestiamoci ad affrontare questo ultimo giro che andra’ un po’ movimentato per arrivare al traguardo fuori pericolo da rimonte e magari con una volata per prendere qualche posto.. hai visto mai?

I segmenti sono sempre quelli, non si pensa all’insieme, si corrono i frammenti e soprattutto si tagliano le curve e i tratti che lo permettono, ovviamente sempre nelle regole, sempre dentro i confini del percorso…

Il “soprendente” non molla un centimetro e a questo punto si merita gli allori e il gusto di battere Forrest (per molti e’ vanto incredibile!!!)

Il nostro Front Runner in azione

Ma sopraggiunge un altro “inaspettato” e anche un po’ “appesantito” che rende ancor più amara questa mia giornata!!! Eh va beh, passa anche tu, io mi accontento di portare a casa una gara che non volevo correre, con due obiettivi raggiunti, in un tempo… valuteremo poi se accettabile.

Mi prodigo comunque in una volata più che altro liberatoria e dopo arrivato mi complimento con chi mi è arrivato molto avanti (con ammirazione) con chi mi e’ arrivato appena avanti (rosicando il giusto…) e con chi sopraggunge dietro, verificando che come preventivato se non avessi reagito mi avrebbe ripreso…

Gia’ da un po’ Scamarcino aveva superato il traguardo giungendo nono, a 4″ da zona premio!!!

Premiazioni

Dopo il ristoro/buffet e le docce per chi l’ha fatta, c’e’ la premiazione. Sono promosso a valletta ufficiale, il che implica il lavoro durissimo di riconoscere il premio giusto uomo/donna da associare al tipo di premiazione Trofeo/Criterium Estivo, classifica… insomma fare meno errori possibile

Come ogni gara importante c’’e stata anche la contestazione (giusta) su una classificata non presente in premiazione, la contestazione dei non “Orange” che volevano il premio…

Il momento più bello la premiazione degli Arancini e il piacere di vedere nei loro occhi la voglia di correre e di essere premiati!!!

Le prime 8 Orange assolute classificate

Complimenti ad Ombretta settima assoluta tra le donne al Trofeo della Podistica Solidarietà!

Conclusioni

La Podistica Solidarietà è una macchina perfetta, capace di mettere in campo in ogni occasione benefit che agevolano fortemente la partecipazione alle gare. Ma la macchina supera sé stessa quando, come in queste manifestazioni, deve anche organizzare in modo totale la competizione!

La macchina ha pochi piloti, molti sono portati in carrozza, ma fino a che dureranno quei pochi, magnifici piloti, nessuno resterà mai perso per strada!