Treni in corsa

Che coppia!!!
Che coppia!!!

Troppo tempo senza raccontare le gare, le esperienze da condividere e magari qualche “dritta” da regalare, quei piccoli segreti capaci di rosicchiare secondi e a volte addirittura minuti ad una prestazione …

E allora proviamo a riassumere un denominatore comune non solo per le ultime gare partecipate, ma una “nozione” utile e necessaria in tutte le gare, specialmente quando la sofferenza oscura la determinazione!

Le gare a cui mi riferisco sono :

  • L’Arrampicata di Tolfa
  • Attraverso … Castel S. Pietro
  • Roma by Night
  • Gara della Solidarietà di Tagliacozzo

Un bel poker di sudore, calore, fatica ma anche tanta soddisfazione!!!

4 Primi posti raggiunti nella classifica di società, tanti soldi da dare in beneficenza e un bel prosciutto da mangiare insieme!!!

Esclusa la Roma by Night, che si puo’ considerare una gara piatta, a parte lo strappetto (maledetto) che va dal Paolo Rosi a Villa Glori … le altre gare presentano dei saliscendi sui quali l’impegno puo’ arrivare ad essere massimale.

Complicato correre con il caldo, per chi lo soffre, difficile e faticoso correre in salita per .. tutti!!! Quando poi ci si deve arrampicare … la difficoltà è estrema.

Ho detto piu’ volte come affrontare la salita, passi corti e frequenze. Ho detto più volte che non è ammissibile camminare, ma dato che il regolamento non presenta questo divieto, e dato che molti “camminatori” risultano alla fine più veloci del sottoscritto, allora non posso certo impedire a nessuno di alternare, in dure salite, corsa con passo veloce .

Il problema di questa “abitudine” e saperla dosare, nella mente scatta un meccanismo perverso per cui poi ad ogni salita la tentazione di “desistere” camminando diventa irresistibile … io l’ho provato sulla mia pelle nella 100 km, ed e’ stato difficilissimo (ancora non ne sono del tutto guarito …) poi togliere dalla mente la voglia di … camminare.

Risulta necessaria una consapevolezza, gestire al massimo le “tentazioni” tapascione e provare a correre sempre, magari puntando un obiettivo, un compagno o un runner in genere regolare e usarlo come treno, ovvero come trascinatore per scollinare al più presto, eh si perchè sarà anche ovvio, ma più si va piano e più è lunga l’agonia!!!

I treni non si possono prenotare, bisogna prenderli al volo e capire soprattutto se sono quelli giusto alla causa, se non sono troppo veloci che ti possono aumentare lo sconforto, se non sono falsi treni, che poi si tramutano in tappi, e ti portano a rallentare ancor di più l’andatura … Se non sono i “aspiranti” coach, che ti riempiono di consigli, spesso deleteri alla causa , ce ne sono di varie tipologie, cosi varie che è quasi impossibile trovare il treno ideale …

E allora come si fa? Come si può trovare un aiuto in gara?

Beh bisogna imparare ad anticipare la salita in corsa sul treno di passaggio. Lo senti dietro di te, ti prende perchè stai rallentando, ti raggiunge e a quel punto devi percepire se è l’andatura adatta che puo’ farti reagire. Se sei indeciso prendilo al volo lo stesso, e poi capisci se è il giusto passo, altrimenti desisti e aspetti il treno successivo.

Ne passano tanti, e tu puoi fare in modo che sia quello giusto, isolando quel che serve alla causa e trascurando i dettagli negativi. E attenzione a non divenire tu … la locomotiva!!!

Ricci

All’Arrampicata di Tolfa ho individuato il mio treno  poco prima di metà gara, quando la salita ha iniziato a condizionare fortemente la mia andatura e ho puntato un runner che nei tratti più ripidi procedeva al passo, fino a che non lo raggiungevo, a quel punto tornava a correre …

Questo è uno stillicidio, lo so, ma puo’ essere anche una fortissima motivazione, almeno per me che detesto chi cammina!!! Non posso arrivare dietro uno che cammina! Ognuno deve trovare quella molla, quella causa che lo porta a reagire, a spingere invece che rallentare. Se non reagisci rallenti inesorabilmente , perdendo minuti che non recupererai mai!!!

Ma il problema non è solo perdere minuti … rallentando subentrano i dolori muscolari, entri in una depressione che ti porta a vedere tutto al negativo, hai sete, soffri il caldo … la salita aumenta la percentuale altimetrica del doppio del …reale! Lo stato mentale porta ad ingigantire la fatica … e correre non è solo allenamento ma soprattutto atteggiamento !!!

Quindi per non entrare in questo tunnel … la mia luce è tenere a distanza di possibile sorpasso il “camminatore” per provare a infierire sulla sua tecnica stile Galloway, la mia volata finale … stile Forrest!!!

E per 4 chilometri portiamo avanti questo tira e molla, sperimentando la legge di hook ad ogni variazione altimetrica. Ma ecco la fontanella, il segnale che stiamo per entrare a Tolfa, lui è là, troppo vicino per non osare il sorpasso ! Curva e poi laggiù il gonfiabile, 50 metri da recuperare, che diventano 40, 30, 20, 10 … e via … con distacco sotto l’arco! Grazie al treno ho tenuto e portato a casa una prestazione comunque mediocre ma non fallimentare.

 A Castel San Pietro un altro treno, meno camminatore, e per lo più compagno di squadra, anche se “molto più avanti con gli anni” … e questo non depone a mio favore. Mi sono leggermente risparmiato per dare tutto ad Amatrice, in programma il pomeriggio stesso, ma poi è stata un risparmio sprecato perchè la trasferta ad Amatrice è saltata, meglio cosi, mi sono goduto un pomeriggio al mare con la famiglia!!!

In questo caso sono stato sia locomotiva che vagone, ci siamo portati a vicenda per quasi tutta la gara, come era successo negli anni precedenti, solo che questa volta il mio compagno di viaggio ha tenuto fino alla fine … eccome se ha tenuto!

Treno in famiglia!
Treno in famiglia!

 E poi la Roma by Night … questa volta niente salite ma … quanto è lunga una mezza di notte!!! Sembra interminabile, almeno per il mio metabolismo … Qua la partenza e’ stata leggermente azzardata, ma se non provi … non riesci mai! Arrivato il “conto” sono stato ripreso da una coppietta Orange, che viaggiava spedita alle spalle del sottoscritto prima … e davanti, poi effettuato il sorpasso! Un sorpasso che ho digerito come una pentola di peperonata … pagando anche la “beffarda” pacca sul gluteo!!! E allora che si fa? E’ il momento di reagire, ma reagire di brutto , del resto loro vanno al massimo e io sto … andando al 70% delle mie possibilità … attuali! Fatto questo ragionamento liscio un marciapiede con il piede di appoggio, con conseguente allungamento del flessore e strappo alla schiena … con inevitabile crack!!! Sono finito!??!?

 Forse no, ma non è il caso di spingere, e mi “placo” per un paio di chilometri, sufficienti a perdere le tracce della fortissima compagnuccia di squadra … Resta a vista l’uomo della coppia, quando mi hanno passato stavo per urlargli … dove vai?’ E’ troppo veloce cosi … ma non l’ho fatto … per lasciarlo libero di osare … Ora sta pagando i chilometri che gli mancano in allenamento, e sta rallentando … evidentemente rallentando … ma non molla, reagisce e si mette al mio stesso passo, lo deduco perchè per un tratto restiamo equidistanti. Non so quanto possa tenere, e per questo decido di raggiungerlo per portarlo all’arrivo  … ecco che divento locomotiva, cerco di non forzare, di non creargli scompensi, e prendiamo un passo leggermente più veloce per …reagire! Solo aumentando l’andatura si reagisce, non ci si riposa rallentando …

E’ questa la vera lezione , reagire sempre, trovando ” magari” un treno capace di fornire stimoli adatti a tenere. Poi impareremo anche come impostare le gare con il “cambio di passo” , che permette di recuperare posizioni e  abbassare sensibilmente i tempi, alzando l’autostima!

 Il mio vagone tiene, quasi fino alla fine, non regge solamente la volata finale che ho dovuto fare per recuperare qualche posizione, ma per qualche chilometro ci siamo portati a vicenda, e abbiamo messo da parte sensazioni di sfiducia e soprattutto il calo psico-fisico!!

E anche quest’anno la Podistica Solidarietà è al primo posto, e con l’assegno vinto abbiamo potuto fornire un aiuto “concreto”, alle popolazioni colpite dal sisma, certo è poco ma è una goccia per ripartire !!!

Primi!!!
Primi!!!

 E poi c’è stata Tagliacozzo, che per me ha un significato speciale, per gli amici che la organizzano, per l’Associazione che sostengo ” a mio modo” che mi ha portato a conoscere Giorgia che ora abita il mio cuore!

Anche in questa gara ho preso qualche treno, sono salito prima su quello delle nostre bellissime Top Ladies, e ho controllato la loro cavalcata vincente dal fondo dei vagoni, verificando le rivali da vicino, pronto ad avvisarle a fronte di un cambio di ritmo …

Ho preso un treno a distanza con un atleta un po’ su di peso … che mi ha portato a pensare ai sacrifici che affronterò a breve, per perdere qualche chilo di troppo. Il pensiero ricorrente della seconda parte di gara, passata ad inseguirlo con affanno è stato :”Ma guarda se devo faticà  a sta appresso a sto ciccione”!! E io che mi lamento dei miei chili che inficiano le prestazioni …allora questo? Co’ sta panza va a 4’/km !!

Cio’ non toglie che mi aspetta una ferrea dieta, ma il ciccio, è servito per avere la consapevolezza che se ce la fa lui, ce la devo fare anche io!!!

Usiamo questo mezzo, che può essere di vero aiuto quando la mente cede … attenzione, se è il corpo a cedere allora ascoltiamolo, la corsa è divertimento, e competizione  ma è anche profondo rispetto per la propria salute , quella dei nostri compagni e dei nostri avversari. Quindi corriamo con consapevolezza, senza prendere “aiuti” farmaceutici, ma trovando le motivazioni speciali dentro di noi, negli avvenimenti che ci vedono protagonisti diretti o indiretti, crediamo nell’allenamento, nel potenziamento naturale , ottenuto con lo sforzo e il sudore, e quando tutto questo viene a mancare … allora prendiamo il treno!!!