Race For…

Le corse per i ragazzi e per la cura

Una domenica speciale, non solo per chi corre!

E’ la Festa della Mamma, ovvero gli angeli che Dio ha voluto sulla Terra per insegnare l’Amore!

Il ForresTeam in questo giorno e’ impegnato su due fronti :

  • RACE FOR THE CURE
  • RACE FOR THE CHILDREN

Due gare completamente diverse che impegnano gli atleti sulla velocità oppure sulla resistenza.

Ma prima delle due Race la nostra Elisa Guglielminetti si e’ cimentata nei 400mt, il giro della morte, nei Campionati Regionali di Societa’ MASTER che si sono tenuti nel week end al Paolo Rosi.

Quest’anno mi sono sfuggiti per molti motivi ma il prossimo anno sono fortemente intenzionato a schierare una squadra competitiva, quindi tutti avvisati!

La prestazione di Elisa è stata eccellente, pur non avendo per nulla allenato la distanza ha chiuso il giro nella terza serie, giungendo seconda con il tempo di 1’11″79″ (PB) e totalizzando ben 461 punti!

Bravissima Elisa!

Race For The Cure

Partenza
Pronti a partire

Il gruppio più folto si è recato al centro di Roma per partecipare ad una 5km che da sempre sostiene e incoraggia la ricerca ai tumori al seno. E’ sempre una grande emozione vedere il (purtroppo) numeroso popolo delle donne in rosa che colora il punto di ritrovo della gara.

Non dovrebbe essere solo un giorno a coinvolgere i nostri pensieri e la nostra solidarietà a sostenere un fine cosi nobile, ma a volte anche un solo giorno puo’ contribuire allo sviluppo di una nuova coscienza solidale.

La gara è molto tirata e lo scenario e mozzafiato!

Questi sono i partecipanti del ForreSteam alla gara con le loro prestazioni

NominativoTempoMedia/Km
Stefano Narsete22’36”4’31”
Carla Ancona22’52”4’34”
Andrea Ramazzotti22’32”4’36”
Massimo Trebeschi24’39”4’56”
Roberta Ricci25’08”5’02”
Rosaria Calvaruso25’48”5’10”
Alessia Calcagnile26’41”5’20”
Mario Sabatino26’45”5’21”
Claudio Ubaldini26’56”5’23”
Paola Milazzo27’01”5’24”
Fabrizio Lizzani27’28”5’30”
Alberto Fiore29’56”5’53”
Alessandra Ciotti38’23”7’41”
Prestazioni del ForresTeam alla Race For The Cure

La gara nonostante sia relativamente breve presenta dei saliscendi impegnativi che mettono a dura prova partenze scellerate

Qualcuno è andato molto bene, qualcuno meno, ma l’importante è rendere degna la prestazione e soprattutto divertirsi, come mostrano certe foto:

Amici
Brunetto e CarlA
Linguaccia
Ros vince di… misura!

E poi dopo la gara tutti contenti

felicita

Race For The Children

Alla gara che si svolge a Montesacro eravamo solo in 3 a rappresentare il ForresTeam, ma con noi c’era la nostra punta di diamante, Mariano (Marian )Scamarcio che in ogni gara è chiamato a condurre prestazioni strabilianti e fino ad ora non ha mai deluso le aspettative.

Ci sono anche io, il coach, e per questo potrò raccontare la mia esperienza doppia di allenatore e di atleta che vivo sia in allenamento che in gara, almeno fino a quando mi regge di correre…

A completare il trio c’era Gerardo (Gerry) Santarelli, che da poco è rientrato dopo un lungo stop e quindi non chiederà più di tanto alla prestazione di questa competizione molto allenante, come chiamo io le gare impegnative.

Partiamo dalla fine, elencando gli atleti e i tempi:

NominativoTempoMedia/Km
Mariano Scamarcio49’59”4’14”
Forrest54’23”4’37”
Gerardo Santarelli1h10’58”6’01”
Le prestazioni del ForresTeam alla Race for the Children

Ritrovo

Il bello di questa gara è che ha il sapore delle gare di un tempo, di quando ancora con i capelli lunghi affrontavo queste competizioni con l’obiettivo di vincere! Ora e’ rimasto quell’obiettivo, che sempre e comunque provo sul nastro di partenza, ma che poi, dopo 100mt rimando alla prossima gara!

Non c’e’ gazebo, ma un tavolo e il Presidente con Raffaele che pensano a tutto. Io da buon membro del Consiglio Direttivo do una mano nell’assegnazione dei pettorali e dei pacchi gara.

Il fine solidale della competizione è il vero motivo per il quale siamo qui, contribuire al progetto di Roberta che continua a vivere anche senza di lei!

Consegnati pettorali e fatta la foto di rito si va al riscaldamento…

Riscaldamento

Una gara cosi impegnativa e “particolare” non necessita di molto riscaldamento, vale sempre la regola, piu’ la gara e’ corta e veloce e piu’ e’ lungo il riscaldamento…

La Race for the Children ha questa caratteristica: si parte abbastanza forte sull’asfalto, poi si prende un ritmo “crociera” sullo sterrato e si resiste alle tante tentazioni di mollare strada facendo… Quindi non si devono sprecare energie inutili.

15′ di corsetta, poi qualche minuto di corsa un po’ a regime, e una serie di allunghi di 40 mt circa senza spingere, facili.

E poi, pronti alla partenza a fare il cordone Orange

Partenza

Guardare bene come si parte in una gara…

Il primo chilometro è decisivo per l’ingresso nel parco dell’Aniene. All’interno si corre in uno sterrato molto stretto, è difficile fare sorpassi senza dispendio di energie e in questa gara le energie vanno centellinate fino all’ultima stilla!

Quindi senza esagerare si prende un buon ritmo e si percorre l’unico tratto stradale della gara cercando di trovare la propria posizione, praticamente definitiva!

Gerry alla partenza

Meglio sopravvalutarsi un po’ e semmai costringere altri a fare sorpassi… che sottovalutarsi e trovare tappi, tanti tappi strada facendo,e un tappo è sempre un problema in più in una gara! (ho spiegato molte volte chi e’ un tappo, se non lo sai chiedimelo in privato e saro’ contento di spiegarlo ancora)

Marian va forte, gli urlo ma senza troppa convinzione :”non esagerare” e poi lo lascio andare al suo ritmo, e io prendo il mio…

Nei primi 100 metri sono primo assoluto, poi lascio la posizione a chi sapra’ gestirla fino alla fine ed entro nel parco molto avanti rispetto alle mie possibilita’, ma meglio avanti che dietro!

Siamo in fila indiana, qualcuno mi supera, ansimando di brutto, io sto andando abbastanza veloce, ma sempre controllando la respirazione. Mi pongo un limite da non oltrepassare e portare piu’ avanti possibile… 4’30″/km, per questa gara impegnativa va piu’ che bene…

Sto a 4’10″/km molto veloce, ma non lo soffro e finche’ dura lo tengo.

Quando si affronta una gara allenante, si deve impostare una forbice di tempi accettabile e cercare di starci dentro, diverso e’ la gara obiettivo, dove si deve correre con una leggera follia ed osare al meglio.

Sto bene, me lo ripeto e mi carico, è importante prendere fiducia nei propri mezzi per cacciare i fantasmi che prima o poi tenteranno l’assalto…

Subisco qualche sorpasso baldanzoso, del resto sono tutti runner molto piu’ veloci di me, anzi strano che stiano dietro… certo non mi fa piacere, anche perchè molti di loro qualche anno fa manco li vedevo, ma ora sono più lento e devo accettare questa nuova situazione.

Inutile ingaggiare ora duelli impossibili da tenere fino alla fine. Il mio avversario sono io e le difficolta’ alle quali andro’ incontro e quindi umilta’ e concentrazione. Molta concentrazione perche’ il terreno nasconde molteplici insidie…

Fase centrale

Non ci sono segnalazioni chilometriche, e questo è bellissimo!

Inoltre al mio orologio non ho impostato (per errore) la segnalazione automatica, quindi non ho niente che possa indicarmi a che chilometro mi trovo. Sono nella situazione più favorevole per evitare le crisi.

E’ passato un po’ dalla partenza, e ormai ci sono distanze abissali nei 3 diversi tronconi del serpentone di atleti. Ci sono i primi con Marian, quelli in mezzo con Forrest, e quelli piu’ dietro con Gerry.

Marian in una fase impegnativa del percorso

Abbiamo tutta la gara sotto controllo.

La gara e’ fatta di 5km circa ad andare, un grande giro per invertire la rotta e tornare in mezzo al quale c’e’ un campo di cricket, con i giocatori che si sono fermati per incitarci, e poi 7km circa per tornare. Quindi seppur non sto controllando il chilometraggio percorso ho questa specie di riferimento.

Prima di girare al biscotto per tornare c’e’ un ristoro nel quale prendo 2 bicchieri, uno per sorseggiare acqua e l’altro per bagnarmi la testa. Non soffro il caldo, ho la maglia mezze maniche addosso, ma un po’ di acqua risveglia il torpore della corsa “costante”.

Sempre prima del campo di cricket un addetto al percorso che ha qualcosa di familiare (un runner che avro’ incontrato in chissa’ quante gare..) mi incita nel modo più motivazionale possibile per quelli della mia generazione, per quelli che correvano anche 45 anni fa… un gergo tecnico e inconfondibile:“non sono lontani, sono la’, li puoi prendere…”!

Quanti ricordi sbloccati!

Erano decenni che non sentivo una frase simile, dedicata a chi insegue con l’obiettivo di superare prima o poi chi lo precede momentaneamente in gara…

E quindi una gara che era concentrata su gestire me stesso e il mio ritmo si trasforma in una disfida con chi ho davanti!

Eh niente, non posso esimermi dall’incitamento!!!

Ma faccio anche i conti con la prima avvisaglia di crisi, eccola, sta emergendo… Un senso responsabile tende a cacciarla via, cosa vuoi? E’ presto, se inizio a mollare ora sara’ un calvario fino alla fine!

Non posso iniziare a soffrire, siamo ancora molto, troppo lontani dall’arrivo…

Bisogna subito, ma subito reagire! Mi viene in aiuto un tratto all’ombra che mi permette di avere un pensiero lucido, rinfrescato dall’acqua precedentemente versata sulla pelle..

Facciamo un check: gambe? A posto! Fiato ? Sotto controllo! Cosa osta? Nulla!

Preso dall’entusiasmo mi impongo di correre al meglio e apporto le giuste correzioni allo stile di corsa, si reagisce cosi alla crisi, non ci si scompone, spalle ferme, braccia oscillanti e si alza di piu’ il ginocchio per spingerlo in basso con piu’ forza!

Qua non si rimbalza ma l’effetto e’ comunque placebo. Sto reagendo alla grande, lo dice il crono, quello lo guardo, tengo sotto controllo la media/km, ma non guardo il tempo complessivo per non fare conti e capire dove mi trovo…

Sono in mezzo! Davanti ho un obiettivo importante, uno piu’ veloce di me, ma che sta sempre la’ da qualche chilometro, equidistante…

Dietro ho qualcuno che pensa lo stesso di me, mi ha puntato e si sta avvicinando pericoloso. E’ il suo terreno, è leggero, io sono pesante e pago il gap!

Il mio motivatore spunta di nuovo, mi riconosce e aggiunge altre fibrillazioni mentali alla mia corsa:”eccoli, li vedi, sono nel mirino, dai che sono fatti…

E questo incitamento suona nella mia mente come la fanfara dei bersaglieri!!

Fase finale

Inizia la gara nella gara, il riferimento è la media/km che sta oltre il “consentito” 4’34” ma questo tratto permette questa andatura, sembra lenta ma mi fa avvicinare a chi mi sta davanti e tiene a bada chi mi insegue.

Questo sandwich mi attanaglia ma è un’inaspettata attrazione nella quale mi immergo in un bagno di esperienza fatta di migliaia di gare!

La gara non è mai piatta, mai noiosa, appena prendi bene il ritmo ti si propone una salita ripida, non piu’ di 30 metri, ma verticali, che ti spezzano il passo e i muscoli… Venerdi ho tirato i marines e le gambe ne risentono, ma anche questo e’ allenante!

E poi discese impervie, sempre piccoli tratti ma massacranti. Ci vuole attenzione, concentrazione, controllo!

Controllo l’inseguitore che è un mastino, lo conosco bene, e molte volte, in gare simili mi ha passato sfruttando miei crolli… lui corre agile come uno stambecco, io impongo la mia potenza e per ora tengo botta.

Ma mentalmente è dura, per molto tempo, tenere alta la concentrazione di questa doppia sfida. Per un attimo, non poi cosi veloce, penso: ” ma chissene importa, mi faccio superare e arrivo comunque al traguardo in un tempo accettabile...” eccola la scimmia, che ti tenta, ti provoca, ti invoca di mollare!

Cosa vinco se arrivo avanti? Se do seguito a questi pensieri, con altri elementi di “pianto” come il caldo, il non essere preparato per un cross cosi lungo… e gne gne… mollo!

E il motivatore che ha creduto in me? E i miei atleti che si aspettano sempre una soluzione a tutto? Perderei la loro stima!

E poi questa gara? Cosi bella che rievoca gli antichi fasti…

Ricordi ? In questo periodo a Monterotondo scalo correvi sempre la “Sagra Fava e Pecorino”. Quante coppe, la mia gara preferita, 10km veloci!

Un anno poi, proprio quel 1982, solo qualche giorno “dopo” la corsi comunque e vinsi la coppa alla quale ho sempre tenuto di piu’, vinsi nonostante tutto per dedicarla all’Angelo che mi ha dato la vita!

Non ho piu’ quella coppa… ma indelebile e’ il ricordo!

…E oggi e’ la festa della Mamma!

Non si molla un centimetro, non serve a niente, ma ho una dedica speciale!

Ho la fatica che mi chiede di rallentare ma so che se invece accelero e faccio un po’ di elastico ho due vantaggi, supero la crisi e soprattutto strategicamente stanco il mio inseguitore…

Si fa sempre l’elastico per stancare chi insegue, è un rischio ma spesso paga! Vado piu’ forte e lo uccido mentalmente, lui sta producendo il massimo sforzo ma non vede risultati, e questo lo deprime…

Questa mia accelerazione mi fa avvicinare ancor piu’ chi ho davanti e questo è un grande aiuto mentale!

Quindi con questa accelerazione ho ottenuto 3 risultati, ho allontanato la crisi, allontanato chi insegue e avvicinato chi e’ davanti!

Ora tengo questo ritmo per un chilometro circa e poi mi limito a controllare, per riprendere fiato.

Il percorso impegna e aiuta questa cavalcata… ogni tanto si incontano quelli della non competitiva, passanti, cani non al guinzaglio, è il bello di queste gare non molto controllate, devi controllarti da te!

Attenzione alle salitelle impervie, mai mollare, riprendere subito il ritmo.

Siamo fissi sul 4’34″/km non sale e non scende di media, ma in compenso sto perdendo di vista chi insegue eccolo, non solo e’ nel mirino, ma e’ a portata di sorpasso il mio obiettivo.

Passo in silenzio, non dico nulla, e faccio un altro strappo, lo devo uccidere subito!

Non penso alle conseguenze, non mi risparmio, sono entrato in modalita’ competitiva estrema!

Non so quanto manca, ma so che ora devo accelerare! Lo devo staccare!

Gerry arriva al traguardo

Arrivo

Sono in trance agonistica, non ricordo bene il percorso, quanto manca, penso al segmento, penso a correre bene, a dare frequenze al ritmo perche’ cosi vado piu’ veloce e metto piu’ metri di distacco tra me e chi mi insegue, ora sono due!

Sento un rumore, vedo un’ombra molto veloce, non e’ possibile che mi stia risorpassando… guardo meglio con la coda dell’occhio.. e’ una bicicletta!

Mi sembrava andasse troppo forte! Vabbe’ che chi mi insegue e’ alto… ma… non puo’ andare veloce come una bicicletta!

Sento il profumo del traguardo, e’ un essenza sublime che inebria l’olfatto, un odore indescrivibile che ti procura emozioni forti. Mi sono ripetuto a me stesso, dai, ci siamo, devi farlo per Lei, solo per Lei, un modo per comunicare oltre ogni limite, e ora stiamo per arrivare.

Sento la voce del Presidente, allora davvero l’arrivo non e’ cosi lontano. Trasgredisco alle regole che mi sono imposto e vedo il chilometraggio, leggo 11km 330mt ma dai??? Siamo gia’ qui?? Mancheranno si e no 500mt, un giro di pista in trionfo e si taglia il traguardo e mi godo questa bella prestazione!

Niente di eccezionale ma una piccola soddisfazione per non aver ceduto alle insidie dell’inseguitore, per aver superato colui che era davanti e per aver corso una gara piu’ che dignitosa! Sono punti di autostima che fanno sempre bene!!

E poi bellissimi momenti a vivere ricordi vecchi 40 anni, incancellabili…

Continuo a correre, stesso ritmo, senza accelelare, costante e vedo Raffaele che mi incita e mi fotografa mi distraggo un attimo, un millisecondo che potrebbe divenire fatale!

Metto male il piede su un blocchetto di ferro, una specie di blocca cancello nel nulla e… prendo una storta, ci sono molti ragazzi che incitano, siamo nel rettilineo finale e mi scappa un “Porca tro…” altisonante!!

Mi scuso con i presenti e senza accusare il colpo mi dirigo verso il traguardo salutando il Presidente, mostrando la mia fascetta dell’AMIP e baciando la fede a sinistra, e poi quella a destra puntando il dito al cielo!

Sono contento!

Appena arrivato, come da prassi mi congtratulo con chi e’ arrivato prima di me e aspetto un attimo per salutare chi arriva dopo…

Una foto con il grande Marian primo di categoria e una promessa:” A Maria’… non succede, ma se succede, prendi tu per me il mio premio… (Io devo andare a fare svariati giri… per festeggiare tutte le Mamme che mi coinvolgono…)

io e marian
Contenti e arrivati…

Ma pensa te… è successo!

medaglia
E’ successo! Terzo di categoria SM55

Concludendo

Quando ero “forte” correvo con l’obiettivo di vincere, applicavo tattiche, strategie a seconda del percorso e degli avversari, niente era lasciato al caso, e ogni gara era una nuova sfida contro i miei limiti e le debolezze degli avversari… da individuare e sulle quali giocare di astuzia ed esperienza…

Ora sono un runner “normale” quasi pippa, ma non per questo posso esimermi da utilizzare tattiche e strategie e magari dato che sono coach insegnarle ai miei atleti e dare prova a loro che ogni gara va affrontata con motivazioni e concentrazione e ad ogni sfida si deve proporre il migliore sè stesso che poi e’ l’avversario da battere!