La corsa di Miguel

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Miguel era un Runner …era un poeta, ma anche semplicemente un ragazzo a cui è stata “tolta” la vita causa un regime incomprensibile!

E’ bello che a distanza di anni si renda vivo il ricordo di tali morbosità rivivendo con la corsa la sua vita e la sua voglia di libertà!

Oltre alla “classica” Corsa di Miguel, ci sono anche iniziative nelle scuole, sono ormai anni che si corre il “mille di Miguel”, gara molto partecipata sia nelle scuole medie che superiori.

Fatta questa dovuta premessa vediamo di dare qualche informazione utile a chi non ha mai corso questa gara “particolare” , ed anche e soprattutto a chi non ha mai corso una gara!

Non tutte le 10 chilometri sono cosi caotiche e partecipate, con Miguel si partecipa ad un evento che va oltre la corsa.

Il ritrovo è allo stadio Pietro Mennea, quindi per chi viene in macchina il consiglio è parcheggiare nei pressi dell’impianto. Appena arrivati cercate i gazebo Orange della Podistica Solidarietà , sono bene visibili e saranno in formazione “grandi eventi”, pronti ad ospitare oltre 400 Runners.

Qua c’è il consueto incontro pre-gara, si parla di corsa, di tempi …di acciacchi e di strategie, si punta qualche obiettivo e poi ci si cambia pronti per il riscaldamento.

Per chi vuole “tirare” la gara è bene fare un riscaldamento adeguato, almeno 20 minuti con 10 minuti centrali a ritmo gara. Per i principianti il riscaldamento può essere minimale, ridotto a qualche minuto di corsa seguito da qualche esercizio di mobilità articolare, come saltelli, rotazione delle braccia , qualche skip …

La partenza è a onde … posizionarsi nell’onda rispettiva e aspettare il conto alla rovescia e poi la partenza!!

La partenza non è solo caotica è anche abbastanza rischiosa. Siamo tanti , tantissimi e si affronta quasi subito una svolta ad angolo retto a destra  e poi ancora a destra … insomma se si può meglio partire forte non solo per non restare imbottigliati , ma per evitare scontri , calci … e pericolose sbandate.

Il consiglio quindi è fare il primo chilometro veloce, tenendo il ritmo dei migliori, dato che molti saranno in prima onda, oppure fare il primo chilometro in sicurezza, restando dietro e aspettando che il fiume si sfolli … pian piano.

Per i nuovi, qualora si trovino a partire in ultima onda, attenzione a far partire il cronometro nel punto giusto, non al via, ma quando si transita sul “tappeto blu” della società che rileva i tempi (TDS) , voi non avete il chip di rilevamento tempi, quindi è opportuno che simuliate un real time con il vostro cronometro.

Sempre per i nuovi, qualora volessero correre con qualche compagno di allenamento, conviene fare una partenza “sprint” per raggiungerlo/a, oppure una partenza “intelligente” dopo la prima curva …

Corso il primo chilometro “fuori controllo” si entra nel vivo della gara acquisendo il passo a regime che abbiamo pronosticato nei discorsi preliminari, o nei sogni notturni. E’ importante, quando si corre una gara, anche se con pettorale non competitivo , porsi degli obiettivi. Non siamo qua con le cuffiette a fare la corsetta domenicale, siamo in gara e quindi dobbiamo rispettare la competizione! Facciamo quindi un’ipotesi di andatura al chilometro e iniziamo a confrontarci con il passo tenuto.

E’ bene impostare il Gps alla visualizzazione andatura cosi  possiamo verificare se siamo allineati con la previsione.

Cerchiamo di parlare poco se non per incitare il compagno di corsa e di mantenere il passo. Questo fino al 5° chilometro. Fin qui abbiamo preparato la gara … il difficile comincia adesso!!!

Fino al 5° chilometro non devono esserci pensieri negativi , ma solo una sensazione di “compiacenza”, lodiamo la nostra tenacia, il nostro impeto, il nostro coraggio di metterci in gioco! Arrivati al 5° chilometro …

Facciamo un controllo sommario del nostro “sistema di corsa”. Come stanno le gambe? Sono toniche? Non accennano dolori o risentimenti? Sto muovendo bene  le braccia? Devono ritmare la corsa!! Come sto a livello aerobico? Ho ancora fiato da spendere? Come sto a livello generale? E’ importante sentirsi , controllarsi.

Non credo ci siano ristori durante il percorso,  in una gara cosi partecipata è problematico, ma non credo siano necessari per 10 km. Possiamo farne a meno,, ma se ci danno un bicchiere d’acqua, possiamo berlo , senza strozzarsi possibilmente …

Se stiamo bene, ma davvero bene, possiamo “osare” una leggera accelerazione e scendere 5″ al chilometro … provarci è importante, ma lo è più tenere il passo!

Non contiamo i chilometri, corriamo ogni singolo chilometro concentrati a tenere l’andatura prevista, se siamo “dentro” il tempo, facciamoci forza, non sprechiamo tutto mollando come “piagnone mammolette” … cerchiamo di tenere, adesso è il momento di farlo!!

Al 7° chilometro qualcosa potrebbe andare storto … ovvero è il momento che si paga se siamo partiti troppo forte … ed è comunque il chilometro della crisi in gare da 10 km … Nessuno ha mai scritto P.B. al 7° chilometro, quello che conta è la fine … puoi essere anche a medie stratosferiche … ma se poi molli è tutto inutile!!

Quindi se prima abbiamo osato …adesso dobbiamo “almeno” tenere!!! Non a caso il motto del ForresTeam è Osare e Tenere!!

Troviamo un treno se non riusciamo da soli ma arriviamo al traguardo con lo stesso passo … se non più veloce!!

Attenzione a preservare le energie necessarie per effettuare una volata nello stadio Olimpico … uno scenario cosi spettacolare merita di proporre il nostro migliore allungo finale!!! Risparmiate qualche dose di fiato prima per poi sparare tutte le cartucce dal tunnel di Maratona in poi!!!

Sarà sensazionale, meraviglioso arrivare correndo bene, con il giusto sincronismo braccia gambe, magari con gamba alta, piede che spinge e sorriso sulle labbra!!!

Prepariamoci a questi momenti di Gloria !!!

 

Dajeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee