Un’ora per tutti… o quasi

Top Ladies

Le ore del Coach

Forrest
Chi corre e chi salta…

Nell’aria filtrata ancora dalla mascherina si respira una fervente voglia di tornare alla normalità!!! E’ proprio vero che purtroppo si apprezza il valore delle emozioni quando ti vengono a mancare e in questo periodo di pandemia a un Runner sono sicuramente mancate le gare!!!

La 12 x 1 ora, memorial Alberto Rizzi, è stata organizzata dall’ACSI Campidoglio Palatino con profonda passione ed instancabile dedizione all’Atletica Leggera, e gli atleti partecipanti, vogliosi all’ennesima potenza di gare e soprattutto di vivere il contorno alle gare, hanno voluto onorare al meglio la manifestazione.

Il contorno il ritrovarsi, lo stare insieme, la battuta, il sorriso, rivedere il gazebo montato, l’incitamento, il ristoro fatto non solo di bevande o di biscotti ma soprattutto di condivisione!

Con tutte queste premesse il ForresTeam non può assolutamente mancare all’appuntamento e nonostante molte defezioni e alcuni atleti “prestati” con orgoglio alle formazioni candidate alla vittoria riusciamo a mettere in fila, nelle 12 ore previste, 12 atleti più o meno pronti all’evento!

Per qualcuno e’ l’esordio assoluto, per qualcun altro un favore alle preghiere del sottoscritto, per tutti una sfida da affrontare e vincere contro i propri limiti.

L’ora in pista non è associabile ad altre competizioni, non è un 10.000mt, ma neanche una mezza Maratona, non è un corto nè un lungo, è sicuramente un viaggio!

Si parte molto forti e fiduciosi, si arriva spesso finiti, bruciando anche l’ultima stilla di energia. E’ il dramma delle corse a tempo, non conta molto la velocità, l’arrivo è sempre là, lontano di un’ora, non ci sono salite o discese, si gira nell’anello della pista con la mente che viaggia nel tempo.

Io ho titubato fino all’ultimo per partecipare nella formazione dei TOP Man sia per il mio acceso livello di competitività che per la voglia di mettermi in gioco, di oltrepassare il limite e di ritrovare l’adrenalina galoppante capace di muovere ogni muscolo del corpo… ma queste manifestazioni mi “finiscono” anche senza parteciparla, l’organizzazione delle squadre, l’incitamento, il supervisionare ogni situazione è logorante e quando sono alla partenza ho gia’ dato tutto!

Non pensavo mai però di dover correre 2 frazioni, c’era ovviamente la possibilità di dover affrontare qualche possibile defezione, ma stavolta la possibilità è diventata certezza e allora dopo due piatti di penne al sugo… si parte!

Un’ora e’ devastante, due ore sono una sofferenza inaudita! E questo senza dover ricorrere ad iperboli letterarie, basta provare… per credere! Parto nella prima con il mio solito spirito goliardico e mi sparo il primo giro in testa, girando in 1’20″… e poi? Mi metto buono buono a tenere un ritmo appena dignitoso.

Ho gia’ poca voce per le urla riservate all’incitamento… tra poco finira’ anche il fiato e cederanno i muscoli, ma il cuore sarà sempre pulsante per i colori della Podistica Solidarietà e per il ForresTeam che mi rappresenta!

La tattica e’ facile, la prima frazione “gestita” e poi la successiva a pallettoni. E che ce vo’???

E invece? Ne faccio due praticamente uguali! Il problema è che quando sei “cristallizzato” per molto tempo (oltre 30 minuti) su un ritmo… poi e’ molto difficile cambiare passo. La prima frazione mi ha inculcato il passo e anche se c’e’ stata una pausa di un’ora (che e’ peggio…) ormai quel passo si era impossessato di me!

Suggerimento da coach per questa gara e gare simili… fino alla Maratona. Attenzione a partire troppo cauti, tenere per molto tempo un ritmo poi rende difficile se non impossibile velocizzarlo e, soprattutto,  la fatica che si prova a correre più lentamente è la stessa se non peggiore di qualla che si prova ad andare più veloci. 

Il risparmio energetico si puo’ e si deve ottenere non rallentando ma ottimizzando l’appoggio, la frequenza e l’ampiezza del passo. Andare piano e’ solo una scelta mentale, una debolezza e non una necessità. Se vai piano tutto diventa più alienante, specialmente per le corse a distanza, non arrivi mai e i muscoli sono molto più sollecitati perchè si corre “frenati” senza efficacia nella fase si spinta!!!

Bisogna sposare un ritmo e condurlo fino alla fine, nella buona o nella cattiva sorte!!!

Le ore degli atleti

Carla

Il Presidente e le Ladies Orange!

Stavolta seguo la gara dal gazebo Orange (grazie Podistica Solidarietà!) nella categoria incerottati, cercando di dare una mano alla segreteria.

Faccio il tifo agli amici delle varie squadre, soprattutto ai nostri del Forresteam, che oggi corrono anche per quelli come me, per quelli che non possono correre!

L’emozione è grande, questa è per me la gara più bella! La staffetta! La squadra! L’amicizia che ci lega!

Sono fortunata, i miei cerotti sono temporanei, tornerò presto in pista anch’io.

MassimoX

MaxX
si puo’ fare!!!

Ore 09:00, un’ora prima della mia frazione. Guardo la pista e il timer, 60 minuti a girare in tondo, non ce la posso fare. No, non è così che si affrontano le competizioni. Concentrato. Bevo, osservo gli altri, Ok sono parte di una squadra,  si corre per se stessi, per il gruppo. 09:30 inizio a scaldarmi, la temperatura è già alta.
09:40 mi avvicino alla griglia, sono completamente fradicio, mi chiedono se ho già corso “no, è il riscaldamento…”. 10:00 sparo e partenza, cerco un’andatura facile, mi dico “poi spingo alla fine…”.
Ho le scarpe nuove, avrò fatto bene ad usarle in questa circostanza? Pensiero inutile che distrae. Ho trovato la mia andatura, si è facile, ma è la prima volta di una competizione del genere in pista, che ne so che succede tra quaranta minuti. Mi doppiano in 2,3,4, e vabbeh, ma a quanto vanno… trovo un riferimento in una donna della Podistica, il distacco è 60 mt, mantenerelo fino alla fine. Tra un pensiero su quanto sarà lunga e un’occhiata “alla mia lepre” sono passati già 20 minuti. Pensavo peggio, allora si può fare.
Supero degli atleti che mi sembrano corrano dalla prima ora, corrono, camminano, si fermano, boh…perché lo fanno? Ricordarsi le istruzioni del coach: braccia, il tallone portato dietro, il piede che rimbalza, tutto aumenta la spinta, “minchia è vero”, ho tutto il tempo che voglio per concentrami sulla tecnica.
15 minuti alla fine.
Ah, ah, adesso si accellera. Allungo, 10 mt, 20 mt, ho le gambe di porfido, ma che cavolo… e ora che succede? Mi riassetto, supero “la lepre della podistica”, le gambe non vanno, è la pista. No è una scusa. Riproviamo ad allungare, troppo tardi, testimone a terra. Ok, la prossima volta andrà meglio, si, si molto meglio.

Alessia

Alessia
Le braccia, le spalle… ora passa, devo farmi trovare perfetta…

Avevo già partecipato alle ultime due edizioni della staffetta 12×1 ora.

Ancora reduce dalle vacanze non avevo preso in considerazione l’idea di partecipare, ma alla chiamata del coach Forrest non ho saputo dire di no, e quindi ho dato la mia disponibilità, trovandomi così inserita a coprire l’ultima frazione nella squadra TOP Ladies. Anche se ero molto preoccupata di fare una figuraccia non ho osato ribellarmi alla scelta, e così ho aspettato l’ora di inizio con un po’ di ansia ma anche con tanta voglia di dare il massimo per la squadra e confermare il titolo dell’ultima edizione.
Correre un’ora in pista è un esercizio molto impegnativo mentalmente, il cronometro sembra non avanzare mai.

Per fortuna dal gazebo orange si sente sempre un gran tifo e ti da la carica giro dopo giro. Il mio obiettivo era correre almeno 10 km, dopo mezz’ora vedo che ci rientro abbondantemente e non mi sento per niente stanca.

Dopo 45’ inizio a sentire il calo, non ho tanti km di allenamento nelle gambe, inizia a fare buio, ma vedo il mio obiettivo vicino, a quel punto mi sposto l’asticella in alto, e punto a fare 11 km, chiudo a 10.943, sono soddisfatta del mio risultato e di aver dato tutto per la squadra.

AlberTop

Botta
Il sorpasso con il rivale di Podistica Poomezia

Ad inizio settimana ricevo un messaggio da Forrest: te la fai un oretta in pista sabato per la nostra squadra?

Le gare in questo periodo sono l’ ultimo dei miei pensieri e mi pento 5 minuti dopo aver detto di si…

Sono allenato ma senza lavori specifici, un’ ora in pista tirata è molto complicata, impegnativa e addirittura temo non solo di fare schifo, ma di non arrivare alla fine!!

Insomma qualche legittima ma inutile paura di troppo a stento smorzata perché… dovrò pur ricominciare prima o poi!

La sera in allenamento faccio di testa mia (quasi…) , un “lavoro” impegnativo che secondo la mia stupida convinzione servirebbe a compensare gli scarsi allenamenti precedenti.

Un 10×1000 a 3.45, sfiancante, che mi lascia un polpaccio dolorante e giorni seguenti di affaticamento generale…ma anche una sicurezza mentale che scoprirò essere fondamentale.

Arriva il sabato, ho il turno di staffetta dalle 18.00 alle 19.00, preparo la borsa e giuro, mi emoziono nel farlo, scelgo la canotta arancione della penultima versione, quella senza bande nere, torno al look del passato non per scaramanzia ma quasi per rievocare un altro ennesimo momento podistico significativo.   

Finalmente raggiungo il campo di Caracalla, butto un occhio sulla pista e vedo Marco Forrest  che gira per la staffetta della sua squadra, parte il mio incitamento e la risposta urlata (ovvia) è : “SIAMO QUARTI! VEDI CHE POI FA!!!!!!”

Arrivo al gazebo… ecco, qui si apre un mondo, un ricongiungimento a qualcosa lasciata 18 mesi fa e che fa realizzare soltanto in questo istante quanto mi sia mancata: il sorriso bonario di Raffaele, l’ ironia di Maurizio, volti di amici con cui scambiamo saluti e commenti sulla gara. Poi il gazebo, la nostra casa, il nostro rifugio dei pre e post gara.

Siamo quarti in classifica generale , mancano 3 turni ma purtroppo sta aumentando lo svantaggio, siamo indietro di 3 giri, 1200 metri dalla squadra di Pomezia terza in classifica.

Peccato perché i miei compagni di squadra dei turni precedenti avevano fatto delle prestazioni notevoli nonostante il caldo soffocante della giornata.

Proviamo a fare dei calcoli e l’ unica speranza è beccare 3 tapascioni nelle ore successive. Ma l’amico dell’Atletica La Sbarra brucia subito le nostre speranze confidandoci che gli atleti degli ultimi due turni sono molto forti. Andando via ci consiglia: “chiamate Mimmetto Liberatore…”

Il riscaldamento lo faccio con la mitica Germana che ha lo stesso mio orario ma nella squadra delle Ladies, e con cui scambio impressioni ed emozioni.

Alla partenza ho il cuore a mille, il polpaccio dolente, penso di aver fatto una cavolata a partecipare ma…tre, due, uno, boom si parte.

I primi giri mi capita una cosa assurda, mai successa; la salivazione azzerata tipo Fantozzi!!  non riesco a capire, ma non voglio bere subito dopo pochi minuti quindi continuo così. Parto cauto ma non troppo e mi posiziono subito dietro l’atleta avversario di Pomezia.

Potrei allungare ma sarebbe inutile e non voglio sbagliare niente, l’ipotesi di mandare in fumo l’impegno di tutti quelli che mi hanno preceduto non me la perdonerei.

Ad ogni nostro giro dal gazebo orange partono incoraggiamenti, un’iniezione di fiducia e una forte carica in più. Dopo 20 minuti attaccato al mio avversario gli chiedo per due volte se vuole che gli dia il cambio davanti, siamo avversari ma non ci stiamo giocando un olimpiade, e mi sento in imbarazzo a sfruttarlo al limite della mia concezione di sportività. Ma lui non risponde quindi rimango dietro. Dopo 40 minuti di gara, lo supero e provo ad allungare, le gambe tengono, il polpaccio è silente e l’adrenalina ora è tanta. Come spesso mi capita faccio la seconda parte di gara più veloce della prima e concludo con 36 giri e 200 metri circa.

Un abbraccio con Germana e uno scambio di complimenti molto affettuosi con il mio avversario che si scusa per la mancata risposta causata dalla troppa concentrazione. Torno tra gli amici orange soddisfatto, contento di aver rotto il ghiaccio, leggero, forte e contento di aver riannodato il filo della mia vita sportiva.

L’ ultimo turno Forrest si cimenta (ammirevole) in una seconda ora di pista per coprire un buco di una staffetta. Non so dove trovi le energie, ma in realtà il perché lo abbiamo ipotizzato insieme…;)

La giornata si chiude con la vittoria delle Ladies orange, un nostro 4° posto e l’immagine che mi rimarrà più impressa: Germana che ad ogni giro urla a Forrest DAJE POETAAAAAAAAAAAA

Biondina

Biondina
Le Ladies al comando della gara

La voglia di rimettersi in pista… Quale migliore occasione di una staffetta proprio in pista per rispondere “presente” alla squadra che chiama?

Dopo un anno e mezzo difficile, quasi impossibile, ritornare a pensare a una gara è come la prima volta.

Pensare a quanto bere, quando mangiare in base all’orario di corsa, indossare la canotta di squadra, un pettorale, rivedere persone, incitare e sentirsi incitati.

Sensazioni ed emozioni non dimenticate, da riassaporare con gioia, cercando di recuperare la concentrazione e gli stati d’animo dell’atmosfera di una gara: cercare di dare il meglio, affrontando difficoltà vecchie e nuove perché l’importante ora è rimettersi in pista.

Duca

Duca
Il Duca in azione…

12x1h una gara che richiede coraggio e concentrazione che se ti chiama il coach non puoi evitare.

Gara che ho fatto almeno 4 volte ma che mi ha lasciato sempre insoddisfatto per vari motivi. Ora sento che è il momento di rivincita e mi posso riscattare.Ho sceto l’orario delle 17.00.

Dopo un periodo intenso e proficuo di allenamenti, mi sento pronto e motivato a dare il massimo.

Decido di godermi l’evento attuando una strategia ben precisa. So di conoscere le mie prestazioni e parto ad un livello inferiore per poi concludere in progressione.

Riesco a tenere per tutta la gara lo stesso passo e velocità, sono lucido, tengo bene, al passaggio del testimone, cambio passo accelero per chiudere gli ultimi 3 giri in progressione.

Potevo far meglio? Sicuramente ma sono comunque contento di aver gestito bene la mia gara.

Grazie Coach anche a te

Roby la Guerriera

Roby
La Guerriera combatte la sua ora!

Non avevo ancora pensato di rientrare in gara da dopo il mio infortunio al ginocchio e relativo intervento e il pesantissimo fermo dovuto al covid… ma quando il coach chiama l’appassionata risponde!
Insomma , grazie a Marco che mi propone di partecipare decido di provare, in fondo quale migliore gara ci può essere per un rientro se non quella di una staffetta? Si gareggia con la responsabilità della squadra , non per un risultato personale
Inoltre ho avuto l’onore di vedere coinvolta anche mia figlia , nella stessa mia squadra e questo mi ha resa ulteriormente orgogliosa
Il piacere di rivedere il gazebo orange , abbracciare il nostro Presidente ma anche tanti cari amici della podistica , rivedere i cari fotografi ma soprattutto la pista… era lì ad aspettarmi ancora!

Emozione a mille allo start , ero così emozionata che sono partita con la bocca completamente secca ( riflesso vagale) ho cercato di trovare un ritmo ma i miei tanti km “ inutili “ e assenza di preparazione mi hanno da subito messa di fronte al dato di essere fuori forma e così ho dovuto stringere i denti e faticare per tutti i giri eseguiti!

Il caldo della mia frazione di gara ( 10:00- 11:00) ci ha messo del suo ma le parole del coach dei tempi passati sono miracolosamente riapparse nella mia mente e quindi come un karma ho iniziato a dire corri bene , spingi con quelle braccia, respira bene, tieni un ritmo, non mollare, corri per la squadra!

Ed è solo così che sono riuscita ad arrivare alla fine dell’ora!

Provata, stanca, dolorante ma felice estremamente felice!

Grazie a tutti del tifo e della bellissima mattinata fatta di grandi emozioni anche vedere mia figlia nella frazione successiva!

Ombretta

ombry
Anche in bianco e nero… Ombretta è a colori!!!

Un periodo difficile, molto difficile che ha messo in ginocchio il mondo intero, la nostra Nazione, con conseguenze sanitarie, sociali ed economiche che ci porteremo dietro per tanto tempo ancora. Ma ecco il periodo della rinascita, l’Italia alza la testa e mette a segno molteplici successi uno dopo l’altro e li voglio ricordare perché esprimono la voglia di riscatto e l’entusiasmo che da sempre contraddistinguono il nostro Bel Paese:
– I Maneskin vincono l’Eurovision;
Berrettini va in finale a Wimbledon;
– La nazionale di softball vince gli Europei:
Laura Pausini vince il Golden Globe;
– Gli Azzurri vincono gli Europei di calcio;
– L’Italia vince 40 medaglie alle Olimpiadi 69 medaglie alle ParaOlimpiadi;
Medaglia d’oro nei 100 metri, nel salto in alto, nella marcia;
Medaglia d’oro nella staffetta 4 x 100 metri;
-Le Azzurre della pallavolo vincono gli Europei;
Le Top Ladies della Podistica Solidarietà arrivano prime alla staffetta 12 x 1 ora;
– I Top Man della Podistica Solidarietà arrivano quarti alla staffetta 12 x 1 ora.
L’emozione di tornare in pista, mostrare di nuovo la canotta sociale in mezzo a tanti atleti, rivedere il gazebo montato al solito posto, rivedere gli amici che nell’ultimo anno avevi perso di vista, correre e sentire ad ogni giro gli incoraggiamenti dei compagni, i volontari che ti passano l’acqua, i fotografi che scattano il tuo gesto atletico migliore, tutto sembra essere tornato come prima, almeno per il tempo di questa bellissima staffetta.

I miei primi dieci giri sono andati abbastanza bene, ma non ho più il fiato, né robustezza sulle gambe, dopo venti giri la stanchezza si sente tutta e se fino ad allora non avevo ancora bevuto, ora sento il bisogno di acqua ad ogni giro.

Vedo gli altri prepararsi per affrontare l’ora successiva, mentre corro gli ultimi metri penso finalmente è finita, appena esco dalla pista mi dico che avrei potuto fare meglio.

Mi consolo con una porzione di pennette al sugo, anzi due porzioni perché avevo capito che c’erano le fettuccine ai funghi… avevo capito male 🤭

Alessio

alessio
Il “montanaro” in pista…

Mi sono sempre diviso tra corsa su strada e montagna, ma negli ultimi anni la montagna ha preso sempre più spazio. Decine di migliaia di metri di dislivello a piedi, con gli sci e in mtb, non esattamente compatibili con l’elasticità muscolare che la corsa su strada richiede, ma, tuttavia, un buon tesoro di forza da sfruttare nel tempo.

Nel rapporto amore-odio per la Maratona lo scorso anno decido di iscrivermi a Roma per festeggiare i dieci anni dalla mia prima Maratona, nonché la mia dodicesima, anche se non ne corro più da Berlino 2016.

Poi il mondo è cambiato, la Maratona viene spostata a settembre di quest’anno e decido di provarci, pur potendo contare su non più di 6-7 settimane di preparazione. Nessuna ambizione cronometrica, ma l’obiettivo di correre con piacere per il lungo tragitto.

Sabato scorso ero alla fine del massimo carico e decido di inserire un bi-giornaliero a due settimane dalla gara. La mattina 16 km collinari e il pomeriggio mi rendo disponibile per una frazione della staffetta 12×1 ora, una gara che mi attrae da sempre, forse perchè è l’unico tipo di gara in cui si può fare squadra in uno sport individuale. E poi è una sorta di ripartenza ufficiale dopo la pandemia.

Un po’ timida, poche squadre, pochi gazebo, ma la sensazione che si può e si deve ripartire. La Podistica Solidarietà seppur con numeri ridotti fa la parte del leone. Parto con le gambe pesanti, sapendo che come sempre darò il massimo, ma consapevole che farò una gara assai modesta, essendo già modesto runner di per sé.

Parto quindi molto prudente, anche perché il caldo ancora si fa sentire, ma dopo i primi giri inizio a sentirmi stranamente bene. Quando Botta mi doppia la prima volta gli sto dietro per un giro per testare un po’ quella sensazione di benessere, che in effetti si conferma. Riprendo il mio ritmo tranquillo, correndo comunque sempre con piacere, senza provare quella sensazione di alienazione che in passato avevo provato dopo tanti giri in pista, anche perché a metà gara arrivano i miei figli ed è un gran piacere sentire il loro tifo a ogni giro e salutarli.

Sento di averne e negli ultimi 15 minuti dò una discreta sgassata con cui vado a realizzare 31 giri e mezzo scarsi, chiudendo credo dignitosamente la mia frazione per la squadra.

Sempre belle sensazioni da questa 12×1 ora!

Scamarcione

scamarcione
Scamarcione che barcolla, ma non molla!!!

Arrivo allo stadio alle 9.30 circa cielo un po’ nuvoloso finalmente i colori dei gazebo , pochi purtroppo , ma è un iniziò si ricomincia piano piano mi avvio verso il nostro li c’è il Presidente dietro il tavolino con i pettorali un saluto affettuoso tanti altri amici che non vedevo da molto tempo ,uno sguardo verso la pista dove ci sono i nostri colori che corrono partono le nostre grida di incitamento inizio a cambiarmi ,quattro chiacchiere con gli altri.

Arriva Carla che purtroppo non può correre ma è venuta per fare il tifo e via con il riscaldamento leggero a dieci minuti dalla partenza siamo in griglia in attesa dello sparo ,nei miei pensieri chissà se ce la farò a finire , sparo parto cercando di non strafare.

Alla fine del giro lappo guardo il tempo e mi accorgo che non era partito litigo un po’ con l’orologio cercando di non perdere il Ritmo e inizia la mia gara che è costante per una decina di giri poi il caldo la bocca asciutta comincio a perdere qualche secondo a giro per fortuna che ad ogni giro l’incitamento ,le urla, degli amici runners mi aiutano e non poco a tenere arrivo a che mancano dieci minuti e mi dico dai che ormai è fatta…

lo sparo finalmente mi fermo metto a terra il testimone felice ce l’ho fatta sono partito con molti dubbi, come penso molti di noi.

Ho fatto un paio di giri in meno rispetto all’ultima volta ma sono comunque soddisfatto.

Dajeee

Laura P.

Pigliapoco
Laura mette la freccia e sorpassa…

Per me è stata la prima gara podistica post-Covid e quindi significativa. Avevo proprio voglia di tornare a gareggiare anche se questa l’ho presa come un un allenamento…

Eppure quando mi sono avvicinata allo stadio ho sentito le farfalle nello stomaco, manco fosse una Maratona.

Una bella sensazione!!!

E poi è stata la mia prima gara in squadra quindi sentivo un pò di responsabilità, se non altro quella di non fare una pessima figura 😉

E’ stato emozionante tornare a vedere lo stadio delle terme vivo e brulicante di atleti.

Personalmente non conoscevo nessuno perché mi sono iscritta a Podistica Solidarietà solo pochi mesi fa, ma tutte le persone che ho incontrato sono state molto accoglienti.

E tu ( Forrest n.d.r.) che facevi il tifo a tutti sei stato grande 😊 Grazie.

Peppe

Peppe
Peppe che affronta i giri e il caldo…

Si torna a correre, dopo un mese di ferie e poco allenamento, e si torna con una delle prove più impegnative, l’ora in pista!
Non ho passo, non ho resistenza e con Marco concordo un 5.30 al km.
Si parte, fa molto caldo, contrariamente alle previsioni, per cui decido di bagnarmi e di bere ogni tre giri, così divido la gara in segmenti.Questo metodo mi permette di non pensare troppo a quanto resta e aiuta la mia testa a resistere, perché le gambe vanno.

Giro dopo giro con il contributo del coach che si fa sempre sentire raggiungo l’obiettivo, 11 km, chiudendo in crescendo.
Conclusione, l’ora in pista racchiude in sé molti degli insegnamenti che cerchi di trasmetterci e su cui noi cerchiamo di lavorare, correttezza del gesto, la mente ..
Mi hai fatto scoprire un nuovo modo di fare questo sport ma soprattutto mi hai dato nuovi stimoli, grazie Marco e grazie a tutto il Forresteam.
P.S. una volta le staffette erano la sintesi dei valori che animano la Podistica Solidarieta, oggi trovo più condivisione nel Forresteam, sarà la pandemia…

 

 

 

ChiaraEffe

PArtenza
La partenza della frazione di Chiara

Non gareggiavo dal febbraio 2020 e fino a poco tempo fa non avevo neanche rinnovato il certificato agonistico, essendomi allontanata parecchio dalla corsa e dal suo mondo nell’ultimo anno e mezzo,perciò, quando ho letto su Facebook l’appello di Marco Novelli a riempire le squadre per la staffetta, mai avrei immaginato che la mia mano scrivesse prontamente la risposta “eccomi”; è stato un riflesso automatico, mi sono ritrovata all’improvviso davanti al gazebo di questa grande e bella squadra e qualche minuto dopo ero in pista ad aspettare la partenza delle dodici.

Quando il giudice ha fischiato, le mie gambe automaticamente hanno iniziato a girare su quell’anello rosso,tutta la fatica e il sudore versato in quei sessanta minuti mi hanno fatto capire che in realtà, anche se a me sembrava di essere distantissima dalla corsa,  in tutto questo periodo niente è cambiato e il corpo ricorda tutto…

Chiaramente ho avuto momenti di difficoltà, soprattutto dopo la prima mezz’ora, dovuti alla forza con cui i raggi solari si abbattevano sulla mia testa, infatti quasi ogni giro mi bagnavo i capelli,tanto che uno dei partecipanti, uno dei pochissimi coraggiosi che hanno corso tutte le frazioni, mi ha fatto notare sorpreso che ero sudata “fracica”, scambiando l’acqua per sudore, ma questi momenti sono stati transitori e su tutto prevale la sensazione di aver ritrovato una vecchia amica, appunto,la corsa, e quindi non posso fare altro che ringraziare tutta la squadra della Podistica Solidarieta’ per avermi dato la possibilità di ritrovare le motivazioni che avevo perso per strada in questi anni!

Tortorella

Tortorella
Maria Adele in piena azione di spinta…

Ormai erano quasi due anni che non indossavo la maglia orange della Podistica Solidarietà, la mia squadra.
E’ partito tutto da una chiamata del mitico Raffaele, figura certa e costante della squadra e che col suo
calore ed amicizia mi ha fatto balenare questa idea folle di correre in pista per un’ora. Dopo qualche giorno
ecco che anche Forrest mi scrive invitandomi a partecipare e ad onorare il titolo delle Top Ladies
spronandomi anche a dare il meglio per non far perdere il titolo alle orange ladies.
Beh, non ho resistito e ho detto di sì. Folle proprio, visto che al momento supero difficilmente 8km in
allenamento.

Mi è stata data l’ora più calda, dalle 12 alle 13 ed era l’ultima cosa che mi preoccupava visto
che il meteo dava pioggia ed invece… ecco lì un sole caldo e battente sopra la mia testa.

Mille preoccupazioni pre gara che poi sono svanite con l’emozione di trovarmi di nuovo allo start line. Gli amici, i sorrisi, le battute… tutto il buio di questi due anni come svanito.

C’erano solo le mie gambe che ho tenuto a freno preventivo per tutta la gara fino a circa un quarto d’ora prima della fine quando ho deciso di allungare approfittando della pista che con la sua linearità ti permette di correggere la postura, spingere e provare a volare… sì perché se devo descrivere l’emozione provata devo dire che è stato come volare via da questo brutto periodo cercando di lasciarlo più indietro possibile!

Grazie Marco,  il motore della Podistica Solidarietà!

Marcella

Marcellina
Marcella : terza donna assoluta nella competizione
Non appena ho letto sul sito della Podistica della staffetta 12 per un’ora mi sono iscritta senza esitazione!!
È una gara impegnativa: inanellare giri per 60 minuti ad un passo sostenuto sotto il caldo sole di Settembre non risulta semplice per nessuno.
Tuttavia è una bellissima esperienza perché si sente più del solito lo spirito di squadra: siamo tutti li raccolti intorno e dentro la pista a correre, incitare, controllare tempi e risultati, discutere, mangiare e ridere.
Quando poi saliamo sul podio (come spesso accade e come è successo anche questa volta!) la gioia è immensa e condivisa.
Quest’anno come quello passato sono stati anomali per via della pandemia e tutti desideriamo tornare alla normalità anche dal punto di vista podistico: le gare sono una bella occasione di ritrovo oltre che uno stimolo per allenarsi con costanza e dedizione.
Per questo non vedevo l’ora di rimettermi in gioco e tornare a varcare la soglia dello stadio delle Terme di Caracalla, per me luogo simbolo della corsa dove è cominciato il mio amore per questo sport, il legame con la Podistica Solidarietà e al quale sono legati tanti miei bei ricordi tra i quali gli allenamenti con Fulvio Di Benedetto che quest’anno ci ha lasciati.
Rivedere finalmente sotto il gazebo della squadra il presidente Pino con Maurizio, Raffaele, Carla e tanti amici è stato emozionante e sentire rimbombare all’improvviso “Per la Podistica hip hip urrà !!!! “ urlato da Marco Taddei a dir poco liberatorio ed entusiasmante!!
Per quanto riguarda la mia gara il risultato è stato discreto, abbastanza vicino a quello ottenuto nelle scorse edizioni nonostante abbia fatto il classico errore di andare forte nella prima metà per poi dover rallentare nella seconda: volevo testarmi per capire in che stato mi trovi e non immaginavo di essere tra le prime donne altrimenti sarei stata più accorta… comunque mi sono sentita adrenalinica e felice per tutto il fine settimana: spero che questo sia un nuovo inizio e che si riprenda a gareggiare a pieno ritmo.
Invito tutti i compagni a partecipare senza timore perché la organizzazione è buona e rispettosa delle norme.
Non resta che dire: per la Podistica, hip hip urrà !!!!

Prof. Chiara

La prima Top Ladies a partire…

Verso Ferragosto torno dalla vacanza in montagna e controllo le “prossime gare” sul sito web di Podistica: c’è la 12 x 1h a inizio settembre! memore dell’esperienza surreale di correrla in tarda mattinata nell’ultima edizione mi iscrivo immediatamente, sono la seconda iscritta dopo Forrest (e vorrei vedere!) e specifico “1a o 2a frazione”… vediamo se stavolta riesco a non trasformarla da “corri un’ora” a “corri un’ora schivando il collasso”!

Sono 15 giorni che non corro ma poco male, ho tre settimane, tutto il tempo di rimettermi in carreggiata e fare anche un bel medio da un’oretta come preparazione. Invece un’amica mi invita sul Monte Bianco per una ulteriore settimana di vacanza, e certo non mi lascio sfuggire l’occasione… di ridurre il margine già stretto per riprendere gli allenamenti.

Comunque, più o meno scarsamente preparata mi presento in pista alle 7:30 puntuale per correre la prima frazione del mattino.

Gazebo già montato, grande accoglienza degli immancabili Maurizio (nascosto dietro la macchina fotografica) e Raffaele, gli altri staffettisti che chiacchierano, si scaldano, o entrambe.

Tutto come se non fosse passato 1 anno e mezzo dall’ultima gara, ma solo una settimana… bellissimo!

Ed eccoci al via, senza il tempo per riflettere troppo sull’ora che ci aspetta. Parto “contenuta”, il programma mentale è fare un medio, ritmo 4:40-4:45 senza guardare troppo il cronometro, visto che non ho gli allenamenti necessari nelle gambe e soprattutto non so come reagirà il polpaccio destro, che sui percorsi saliscendi mi sta dando un sacco di fastidi.

Primi tre giri e prendo il mio passo, non ho idea di quale sia ma mi fido della sensazione (scoprirò poi di aver girato a 4:42 i primi 40 minuti quindi sì…era lui!), le gambe girano e cerco anche di sorridere, nei primi giri si può. Conto i giri, li divido in blocchi di 5; a ogni 10 “azzero” e riconto, voglio vedere se riesco a tenere il conto anche alla fine, quando arriverà la confusione da stanchezza.

Dopo i consueti 5 minuti il polpaccio si contrae, provo a mantenere il movimento fluido e tra me e me lo insulto e lo prego di “mollare”… e mi ascolta, almeno per ora. Vado avanti così per i primi 40 minuti, supero tutte le donne più volte quindi la mia squadra è in prima posizione femminile, come da programma di mantenere il primato.

L’unico intoppo per ora è un giudice di gara che mi fa fermare al nono giro per sistemarmi il chip alla scarpa (altre maledizioni silenziose, se ripartendo si ri-contrae il polpaccio? invece no, per fortuna tutto bene). 40mo minuto, e penso “sto ‘na fiaba!”.

Il quadricipite destro inizia a sovraccaricarsi, ma mi dico che posso tenere e ignorarlo, è la conseguenza del polpaccio contratto, va in “sciopero” e il quadricipite lavora anche per lui. Razionalizzo e controllo la postura, non devo sovraccaricare a sinistra, devo ignorare il fastidio e tenere il mio passo.

Una manciata di minuti e mi viene l’idea “geniale” (ahahah…l’ossigeno ai muscoli, i neuroni in vacanza…): vado in progressione! mancano 13 minuti ormai, sono meno di 3 Km, posso farlo, vado! praticamente un suicidio: accelero un primo giro, cerco di tenere un secondo… e sono cotta al terzo|

Gli ultimi 10 minuti diventano un calvario, fatica mostruosa ed evidente calo del ritmo (l’impietoso verdetto del cronometro sarà 4:50 negli ultimi 4 giri). Tengo come posso, mi danno il testimone, continuo a cercare di incitare le donne che supero, “manca pochissimo daiiii”, lo dico a loro ma anche (soprattutto?) a me. E poi lo stop mi sveglia dal sogno che stava volgendo un po’ troppo all’incubo.

Anche questa è andata, media finale 4:43 ci sta, sono contenta di aver fatto il mio e il meglio che potevo (suicidio incluso, magari imparo qualcosa per il futuro), e aver dato un buon inizio alla staffetta della mia squadra. Ora resta da incitare Marcella nella seconda frazione, bere innumerevoli bicchieri di thè (“che mi riempi direttamente la borraccia?”), e chiacchierare con Carla-incerottata all’ombra del gazebo.

Bentornate gare!

MyGer

Le colonne della Podistixa Solidarietà!!!

Galeotta fu la chiamata del mitico Raffaele Bonfiglio: “ Germana c’è da coprire una frazione della staffetta nella squadra delle Top Ladies”. Poche e semplici parole che in un attimo hanno scatenato un turbinio di emozioni!

Sono stata titubante ma è durato solo pochi attimi. Quella titubanza figlia di questi ultimi mesi dove ho accusato la “botta” di questo periodo così duro… turni estenuanti, poco tempo x allenarsi, ma soprattutto la testa, sotto stress più del resto, che se n’è andata per conto suo.

Ma il richiamo della staffetta è irresistibile! Quel richiamo all’ “ uno per tutti, tutti per uno” che mi ha riportata a giornate che non dimenticherò mai!

Quelle frazioni corse con la canotta Orange ed il senso di squadra, la responsabilità di fare ognuno del proprio meglio tra urla, incitamenti, fatica, sudore, ma con quella passione e quella condivisione che ad ogni giro ti da la forza di non mollare mai!
Ed eccomi di nuovo col mio zaino a varcare il cancello della pista del Nando Martellini.

Non nascondo che la vista del nostro gazebo Orange, li al suo posto come sempre, mi ha fatto venire un nodo alla gola. In pista vedo i miei compagni di squadra, le nostre canotte, la loro concentrazione.

Quei pochi attimi che sembrano cancellare anche per poco questi mesi assurdi. Arrivo al nostro gazebo e trovo super Raffa che mi consegna il pettorale. Il numero 1. Quel numero guadagnato dalle Top Ladies nelle edizioni precedenti 💪 E trovo il mitico Forrest, l’Anima urlante capace di ridestare chiunque!
Saluto tutti, il clima è quasi quello di sempre. Correrò la mia frazione col mitico Top Alberto.
Mi cambio, tra poco si comincia. Tra i miei momenti “gne gne”, come direbbe il nostro Forrest ( Oddio non ce la faccio, non corro in pista da più di un anno, speriamo di fare bene, sono diventata un bradipo, ecc.), comincio il riscaldamento con Alberto, tra un po’ si parte. Si scherza, si ride, si scambiano un po’ di impressioni legate al momento.

Ma è ora, si va! La tensione si scioglie al suono di quello sparo. Comincio a girare pensando solo di prendere un passo e di tenerlo fino alla fine. I minuti passano ed il tempo sembra quasi volare. Ad ogni giro sento gli incitamenti arrivare dal nostro gazebo, ti caricano più di qualsiasi gel! E poi diciamolo, oltre ai compagni di squadra, tornare a sentire le urla di Forrest non ha prezzo!

Intanto, il miitico Alberto non ci mette molto a doppiarmi, ma il suo passaggio mi carica ogni volta. Incitarsi, battersi il cinque, quanto mi mancava!
Seguo con entusiasmo per tutta la durata della frazione Alberto tenere testa al frazionista della Podistica Pomezia. Un testa a testa dove nessuno dei due ha mollato un solo centimetro, tranne negli ultimissimi giri, dove il nostro strepitoso Top Orange è passato in testa e li è rimasto fino alla fine.

Un bellissimo “duello” che mi ha distratta fino alla fine, togliendomi quasi ogni fatica. Di nuovo lo sparo, ma stavolta mi dice che ho completato la mia ora.
Torno al gazebo, mi unisco agli incitamenti per gli ultimi frazionisti in gara che chiuderanno questa 26 esima edizione della 12x1h.
Vedo da lontano Maurizio Ragozzino, uno dei cuori della nostra Podistica. Gli corro incontro, che felicità riabbracciare anche lui! Mi cambio, rimango ancora un pochino, devo scappare a lavoro.

Peccato non poter restare per alzare la coppa insieme ad Alessia, ultima frazionista della squadra delle Top Ladies. Perché anche quest’anno siamo arrivate prime!!!

Complimenti a tutte!! ❤️💪🏆 Vero che eravamo l’unica squadra femminile presente. Ma c’eravamo!
E complimenti ad ogni frazionista Orange che si è messo in gioco per la squadra! ❤️
Ringrazio Raffaele per quella chiamata… torno a respirare quel clima a me caro. Ora devo solo rispolverare quell’entusiasmo e quella volontà che sembrano sopiti, addormentati.

Ma il “bacio del principe” sono giornate come questa! Che sia finalmente una ripartenza !!

“Un team di successo batte con un solo cuore”

ALÈ PODISTICA!!!! 💪

continua con emozioni di altri atleti…..

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