La mia prima volta a S.Ippolito

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Non avevo mai corso questa gara prima, sembra assurdo ma è cosi!

Nonostante corra un po’ ovunque da quasi 10 anni, in questa mia seconda vita da Runner, S.Ippolito l’avevo sempre scartata preferendo altre gare. E anche questa volta avevo preferito (ovviamente) la Run for Autism, ma la  “nuova ” gestione della Capitale ha deciso bene di privarci di una serie di gare tra cui anche quest’ultima … e allora si va a Fiumicino.

Il ForresTeam si divide in 3, alcuni a correre sulle salite dei Castelli, altri a bighellonare per i ponti romani e noi a “volare” a Fiumicino.

Eh si,una 10Km di questo genere si corre e veloce. Non ci sono scuse, giustificazioni, si deve spingere la gamba dall’inizio alla fine!!!

Inevitabile pronosticare un tempo finale che come sempre non tiene conto dell’attuale condizione fisico/atletica che come dice la parola … condizionerà la gara!!!

Il viaggio in compagnia è sempre un bel momento per parlare della gara, della vita, per sciogliere qualche ultimo dubbio su come impostare la gara.

Questa S. Ippolito non è un obiettivo, ma un indispensabile passaggio per l’obiettivo. E’ importante gareggiare per correre con sensazioni e motivazioni e distanze che in allenamento non è possibile trovare. Una 10Km non la puoi correre “facile” mai! Normalmente ha questo andamento : si parte molto forte, ci si assesta ad un’andatura veloce, e finchè si può la si mantiene, più vai avanti e più corta sarà l’agonia degli ultimi chilometri corsi soltanto per “tenere”.

Osare e tenere!!! E’ questo il nostro motto!

A cosa serve risparmiarsi? A niente!! Se parti a Ritmo contenuto, ti tieni energie che non userai mai!! Perchè? Ma perchè dopo 6/7 km anche se vai “relativamente piano” sei cotto lo stesso e non recupererai mai!!!

Faccio un esempio numerico.

Se sono uno da  4’30″/km su una 10 km e parto a risparmio a 4’35″/km e lo porto fino a 5° km, per arrivare in “media” dovrei correre i successivi 5 km a 4’25″/km , ovvero un cambio di passo di 10″/km che è impensabile!!

E’ molto facile tendere a rallentare, è possibile tenere, ma gli ultimi chilometri è praticamente impossibile accelerare cosi vistosamente!!

L’ideale è partire ed arrivare a 4’30″/km, un passo costante, ma per fare questo devi avere un allenamento sulle gambe e sulla testa capace di coprire a quel passo almeno 15km!!! Quindi non resta che partire forte, prendere un passo “ideale” e poi morire più tardi possibile!!!

Ecco a cosa serve una gara di passaggio, a sperimentare questa strategia e a far capire a sè stessi (e al coach) il momento di “rottura” , ovvero fin dove siamo capaci di osare e quanto possiamo tenere!!

Il punto giusto di “rottura” per fare una 10km importante sono “almeno” 7km, se osi fino al 7° km, poi i 3 finali te li porti a casa in qualche  modo, prendendo un treno, contando i passi, trovando motivazioni speciali.

Che poi di sofferenza sono solo 2km perchè nel chilometro finale c’è sempre una “rianimazione” procurata dal gonfiabile!!!

E quindi oggi non ci si risparmia!! Si spinge la gamba, la si porta in calciata quasi al gluteo, ovvero si corre veloce!!

Per caricarmi mi “vesto” in assetto da “prestazione”, se mi osservate bene non sempre ho questa combinazione di abbigliamento in gara, la metto per evidenziare soprattutto a me stesso che un giorno dove osare!

Un pò come facevano i guerrieri quando indossavano speciali uniformi da combattimento.

Prima la foto, per la Podistica hip hip … Urràààà!!!

Podistica

Riscaldamento in gruppo, come piace  tanto a me e siamo tutti pronti a partire.

Un ritardo di 5′ alla partenza però rovina i piani e si arriva allo start di nuovo freddi, vanificando il bel riscaldamento effettuato. Ma inutile recriminare, trovare giustificazioni , piangersi addosso, ora siamo in gara e si corre, meritiamoci questo privilegio!!!

Si parte forte, e si sorpassano con difficoltà “inusuali velocisti”, tra poco pagheranno caramente questo azzardo! Un biscotto al primo chilometro permette di capire l’attuale andamento della gara. I “fenomeni”, quelli che chiuderanno sotto i 35′ non sono lontanissimi, quindi sicuramente loro sono in una fase di studio e ancora devono spiccare il volo, ma al contempo noi che inseguiamo non stiamo andando pianissimo!

In questo tratto di gara sto in una posizione ottimale, ma le gare, nel bene e nel male, finiscono all’ultimo metro e fino a quel punto non si può e non si deve smettere di crederci e combattere!

Controllo la media/chilometro che fin qui rispetta ampiamente le più rosee previsioni. Ho pronosticato un 41′ basso, ma so che vorrei iniziare a vedere uno zero al posto dei minuti e questa gara potrebbe regalarmi questa soddisfazione.

Non l’ho mai corsa ma so che qui a Fiumicino è tutta pianura, quindi si puo’ pensare fare il tempone!!

Ho vicino a me chi “normalmente” va più veloce di me, e questo alimenta l’autostima. I check del corpo rispondono tutti con esito favorevole, nulla osta ad osare! Ho subito avanti un gruppetto di Donne fortissime, un paio non le batto da anni e sarebbe sempre una grande gioia superarle … evitando di rimandare l’appuntamento a chissà quale anno!!!

Sono queste le gare dove ti penti di non essere abbastanza allenato. Molti dei partecipanti sono gente di pista, gente veloce, gente che si allena tutti i giorni e corre queste distanze come potenziamento aerobico. Tu pensi ai tuoi 2 appuntamenti settimanali, troppo scarsi per competere con questi mostri, ma di più ora non si può fare, quindi niente lagne e giochiamoci questa gara con qualche svantaggio!

Andare forte non necessita solo un allenamento fisico, ma anche sulle brevi distanze serve un allenamento mentale! Non è assolutamente facile reggere con la mente certe velocità ! L’istinto è mollare, è un richiamo fortissimo, una sorta di autodifesa del corpo che reagisce in questo modo allo stress procurato dall’intensità della corsa.

E infatti si iniziano a vedere TOP che camminano, che si fermano o provano a recuperare una crisi. Siamo “solo” al 5° chilometro ma per qualcuno la gara è già finita!

E allora ti domandi … perchè loro si e io no? Potrei fermarmi anche io! Anche io ora sto soffrendo!

Ma la risposta è facile, almeno per me ! Niente pianti! Niente giustificazioni, siamo a metà e ora si porta  a casa questa prestazione!

Cosa conta che sei andato a letto alle 2:00? Che stai soffrendo per una vescica ad ogni appoggio? Che fisicamente sei “finito”? Che sei dentro un mese di stress da lavoro? Che già sai che ti rinfacceranno questa gara e tutte le successive??

Sono scuse! Scuse da tapascione!!! Un Runner sa che correre è un privilegio e ora si impegna a dare il meglio per chi oggi non può correre, per chi non ha mai potuto correre!!!

Sono testimonial dell’AMIP, persone che hanno serie difficoltà a respirare! Sto correndo per Roberta, che ora è ferma ai box e darebbe chissà cosa per essere qui a spingere con le sue bellissime gambe!!!

Non ci sono salite, non ci sono scuse!! Corri!!!

Un “vecchio” (siamo coetanei) amico/compagno/avversario che ancora fa grandi tempi riparte dopo aver camminato, e mi chiede a quanto la voglio chiudere … rispondo … “come viene” ! Da ora vado  al miglior passo possibile cercando di non perdere secondi preziosi!!!

Lui va a ripetute, accelera, lo seguo e poi rallenta, mi fa da treno e da tappo e questo mi snerva! Non lo considero più e proseguo la mia gara! Se lascio prevalere le sensazioni rallento inevitabilmente, allora bisogna gestire l’andatura, condizionarla!!! Conto i passi, conteggio dispari : 1,3,5,7 e ogni numero corrisponde all’appoggio sinistro.

Poi passo ai pari con il destro, per compensare e non correre “storto”: 2,4,6,8 …

Sono tecniche che aiutano a non mollare! Se non hai riferimenti o treni, devi contare tutto su te stesso!

Conto e vado avanti. Non basta. Devo correre bene! Controllare le braccia, l’appoggio, la respirazione, sincronizzare il movimento. Spingere!

Non basta! Adesso si passa alle “maniere forti”, si condiziona l’andatura, andiamo a risparmio, accorcio leggermente la falcata e aumento le frequenze, il conteggio accelera, le braccia aiutano notevolmente a tenere questo nuovo Ritmo!

Siamo al 7° km, serve questo e molto altro per chiudere “degnamente” questa gara!

Prendiamo un tratto tutto dritto, è il lungomare! A me non fa un bell’effetto dopo aver corso la Marabana (Maratona dell’Avana) ma non penso e corro, tengo il Ritmo!

Davanti ho un “filotto” di obiettivi facilmente raggiungibili, sicuramente dietro avrò chi pensa di me allo stesso modo, è la “SANA” competizione che ci spinge un pò oltre nelle gare, mi aspetto un arrivo sul rettilineo e appena vedo il gonfiabile sferro l’attacco finale per recuperare posizioni e secondi preziosi!

Ma il percorso gira a spirale non vedo l’arrivo o meglio lo vedo troppo tardi, non c’è spazio per la volata che mi immaginavo e per la quale stavo contenendo risorse indispensabili.

Mi stavo preparando per 400mt mozzafiato e mi ritrovo meno di 50mt con i miei obiettivi già al traguardo!

Arrivo

E’ andata cosi! Mi spiace ma tengo questa rabbia per successive prestazioni. Una prestazione è sempre figlia di precedenti insuccessi che alimentano le motivazioni!!!

Sorpasso a petto basso un Runner che poi risulta essere della mia categoria e questo già un pò mi gratifica!

Appena giunto al traguardo mi complimento con gli atleti che mi hanno preceduto, specialmente se indossano la canotta Orange e aspetto i “miei ragazzi”. Sono molto contento delle loro prestazioni, chi è andato vicinissimo al Personal Best, chi l’ha centrato!!! Chi è tornato sotto il muro dopo tanto tempo!!

Migliorare è sempre una grande gratificazione.

Queste gare non ammettono scuse, si deve correre si devono rendere degne delle nostre possibilità!!!

Bravi tutti, ma abbiamo solo attraversato un “passaggio” per speciali prossimi obiettivi!!!

Dajeeeeeeeeeeeeeeeeee