Gestire le difficoltà

scamarcio sbuffa

Premessa

Durante una gara possono sorgere diversi tipi di difficoltà e per quel che mi riguarda, ora che sono un Runner Medio, le sperimento quasi tutte e posso dare un supporto non solo teorico ma soprattutto empirico per la gestione e il superamento dei momenti critici.

Proprio domenica scorsa, correndo la gara a Marcellina : “Marcia degli 8 Fontanili“, ho potuto vivere in prima persona almeno 2 grandi difficoltà e in questo articolo intendo spiegare come le ho affrontate e gestite

Ovviamente si parla di difficoltà sportive, di metodologie per superare i momenti di crisi e risentimenti muscolari, le vere difficoltà della vita sono ben altre e andare a Marcellina è stato anche un modo per salutare un grande Campione, l’Uomo Ragno, in quanto al suo arrivo in gara (sempre nelle primissime posizioni) Fabio indossava sempre la maschera del super eroe! E per quel che sta vivendo ne ha incarnato le gesta! Grande Fabio!!!

La Gara

La Marcia degli 8 Fontanili quest’anno presenta un percorso molto tecnico e impegnativo: 2 giri di 5 chilometri circa con variazioni altimetriche significative, belle salite, non tanto ripide quanto lunghe e altrettante discese! Arrivo con un temibile falsopiano … Un buon mix per soffrire!

La gara è la tipica “vintage” , senza chip, non molto partecipata, bellissimi premi in natura , su e giù per il paese … Speaker di eccezione il nostro Presidente Pino Coccia , organizzata in modo impeccabile dal grande Carlo Ricci, padre di Fabio. Alla fine sono risultati 10.350 metri di un misto di sensazioni fortemente contrastanti, una gara tosta, fortemente allenante!

La salita e la discesa

Ogni giro è cosi suddiviso, salita, discesa e … salitella. Quindi si parte già in affanno si arriva su in cima dove l’acronimo in terra risulta emblematico GPM che sicuramente sono le iniziali di Gran Premio della Montagna, leggerlo è un toccasana, sai che hai scollinato e ora si scende! Si scende in modo vorticoso per qualche centinaio di metri e poi in modo perfetto per raggiungere medie/km improbabili per un Runner/medio! Tornati in basso, nel paese si risale leggermente (ma si sente!) per chiudere il giro o raggiungere l’arrivo.

Controllo iniziale

Descritto il percorso in tutte le sue componenti, distanza, altimetria si entra nel vivo per descrivere le sensazioni vissute nella gara. Unica nota da aggiungere a quanto detto, il fatto che il clima ha tenuto e non ha aggravato le difficoltà già proprie percorso.

Quando ci si presenta al via di una gara si deve subito fare conto dello stato psicofisico. Come stiamo ? Abbiamo qualche risentimento muscolare? Abbiamo avuto una settimana “complicata”? Ci siamo allenati ? Insomma un bel controllo che ci porta a definire come affrontare la gara. Non dobbiamo menarla come fanno tanti (troppi) TOP che prima del via ti elencano danni fisici come se fossi al pronto soccorso, ti dicono che non si allenano da 2 settimane e poi al via partono a 3’35″/km in progressivo andante e li vedi all’arrivo freschi e sorridenti che spizzano le categorie che hanno stravinto … 

A noi Runner/Medi non serve millantare dolori per fare pretattica, la vera sfida è con noi stessi, quindi nessuna bugia e consapevolezza. La regola base è non rischiare infortuni inutili ma neanche portarsi ossigeno a casa. Si deve arrivare sempre a concludere una gara degna!

Le difficoltà

In una gara di questo tipo non è consigliato fare partenze folli, ma neanche a rallentatore, partire con un ritmo coerente con il tratto altimetrico del percorso . Sono abbastanza avanti e ho dietro atleti attualmente molto più veloci di me, questo mi fa capire che nonostante la mia intenzione fosse di partire “gestendo” mi sono comunque lasciato andare, quindi meglio rivedere il ritmo e attestarmi su velocità a me piu’ congeniali . Il metodo del “confronto” è il migliore per capire se siamo partiti troppo forte o troppo piano, Bene o male, ad ogni gara, si conoscono i “vicini” di ritmo e vedere chi abbiamo davanti e chi abbiamo dietro può essere utile per capire al meglio come siamo partiti.

E’ una gara a giri, quindi è bene studiare il primo giro per poi farne tesoro al secondo per provare a recuperare qualche posizione. I miei check mi hanno fatto impostare una gara “facile” e sto ampiamente gestendo questo ritmo. Arrivati su al GPM si scende per un tratto semi sterrato e poi un altro tratto di discesa molto ripida. Attenzione alle discese ripide, sono estremamente difficoltose. Si corre il rischio di sbattere pesantemente il passo ripercuotendo l’insaccamento sui muscoli e sopratutto sulla schiena!!! Non bisogna certo rallentare ma cercare di correre con passi piu’ corti, per non spingere troppo la falcata e aumentare lo schiacciamento. Rapidi , corti e attenti alle curve, allargarsi e poi tagliare, un pò come si fa con le moto.

Poi la discesa si fa più dolce, è qua che si puo’ spingere a tavoletta. Come si fa ad aumentare il ritmo in discesa? C’è gente che pensa che questo sia il momento per riposare!! SBAGLIATO!!! In discesa si recupera, almeno in parte, il tempo perso nella salita! Si va forte, ancora più forte, e si cerca di recuperare la respirazione, pur tenendo un’andatura molto veloce!

Per velocizzare il passo si velocizza il movimento delle braccia, sono loro che determinano l’andatura! Magari all’inizio della discesa si lasciano molleggiare per riposare per qualche secondo il muscolo e poi via, ritmo infernale, spingi indietro i gomiti, braccio a 90° e giù a cannone per la discesa! Qua il mio peso facilita il movimento, del resto in discesa anche i cocomeri corrono!!!

Sto recuperando posizioni su posizioni, gli altri rallentano io vado al doppio della velocità, molti hanno paura … io no! Ma ecco la “puncicata“, il polpaccio da il primo segno di dolore! Cosa si fa? Il check è immediato, e la diagnosi e’ facile, mi sono allenato solo Martedi, è ovviamente una contrattura… nessun allarme, si corre in modo più controllato. Al diavolo le posizioni, si rielaborano le aspirazioni e si pensa a finire “integri” la gara. Pazienza, è andata cosi, non serve a nulla compromettere chissà quanti allenamenti/gare futuri. La contrattura non gestita diventa lesione o peggio ancora strappo!

Questa è la più grande difficoltà da gestire, si corre sotto soglia del dolore , terminiamo la discesa senza più spingere e poi la salita penserà a calmierare il passo.

Eccola la salita, interminabile, apparentemente leggera, ma constateremo “dopo” che era una bella impennata! Si passa vicino alla partenza, foto, sorrisi e via ancora salita!

La salita è dura, mette alla prova le capacità di resistenza, che dall’etimologia della parola significa appunto saper vincere la difficoltà! Un metodo è contare i passi, se ti concentri non solo ti dimentichi la fatica ma eviti di perdere il passo e rallentare inesorabilmente. E allora ogni sinistro conti 1, e via per altri 7 passi , 8 tempi in tutto, come nella danza e si ricomincia. Ogni chilometro circa, consiglio di variare il conteggio e contare 2 con il destro, per finire sempre ad 8. Sembra strano ma al piede dove inizia il conteggio si offre una maggiore spinta ed è bene alternare per equilibrare.

E poi si riscende ancora, dai che ci siamo … per questa discesa mi viene in mente un ritmo disco anni 80 e seguo il passo con il giro di basso, canto anche, a mente le due strofe e il refrain… cosi non perdo il ritmo, e vado, sempre controllando il polpaccio che con la salita si è leggermente “ripreso”, ma il campanello si è allarmato, quindi non ci si rilassa e si sta vigili nel controllo. E’ bene a questo punto nominare un trainer, qualcuno che possa tirare il ritmo e portarci fino all’arrivo. C’è sempre qualcuno che parte e passa, non dobbiamo perdere l’occasione e eleggerlo a lepre, seguiamo il passo, sincronizziamo l’andatura e facciamoci portare, è di notevole aiuto per non mollare!!!

Puo’ succedere di addormentarsi e perdere il ritmo, anche se siamo in discesa, sono attimi di deconcentrazione fatali! Basta perdere 1/2 secondi ogni 100mt che si perdono fino a 20″/km!! Un’enormità ! Io ho la fortuna di ingaggiare un duello “amichevole” con un Runner che mi ha scambiato per uno della sua categoria, invecchiandomi di 6/7 anni, ci sta anche questo! E allora reagisco e mi faccio portare,  non è importante arrivare fino al traguardo ma è fondamentale imporsi una distanza “minima” da tenere, dai, almeno un chilometro insieme, e cosi facendo già siamo al 9° km… l’ultimo poi , anche se tosto in salita, ci portiamo da soli!!!

Arrivo

E via volata finale! Un saluto a chi e’ arrivato prima con la faccia di circostanza (ma rosicando), un saluto a chi è arrivato dopo (facendolo rosicare…) e poi al ristoro! Che bello c’è anche il pasta party!!!

Le premiazioni un pò per tutti, tranne che per la mia categoria che sono di più e i più forti!!! E poi si torna a Roma, felici di questa esperienza e di aver condiviso una giornata di sport e solidarietà e soprattutto contenti di avere in macchina una prima di categoria !!!

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