Allenamenti in gruppo… e recuperi lampo!

gruppetto pranzo

Mentre correvo per le strade della Garbatella mi è venuto in mente questo titolo, la domanda che nasce spontanea riguarderebbe il legame che ci può essere tra il gruppo e il recupero… avete già una risposta? Confrontatela con la mia leggendo fino alla fine!

Parlare con i miei atleti prima, durante e dopo l’allenamento mi offre spunti di riflessione, afferma certe mie ipotesi “sperimentali” e soprattutto mi fornisce le giuste indicazioni sull’effetto di un lavoro che è iniziato ormai da qualche anno e che comincia a vedere risultati

Partendo dalla fine, ovvero dallo scambio di vedute avuto sul giudizio di una prestazione, ribadisco fortemente che allenarsi a volte anche duramente non può prevedere il risultato di arrivare, ma implica il dover arrivare in un tempo degno delle proprie possibilità. La preparazione atletica che si svolge ha obiettivi a breve, medio e lungo termine, ovviamente serve soprattutto a stare bene con il proprio corpo e la propria mente e soddisfatto questo requisito primario si passa a misurarsi con i propri limiti nelle diverse distanze.

Sempre parlando con miei atleti, non faccio nomi ma loro sanno perfettamente a chi mi riferisco, mi sono sentito dire :”Questi allenamenti sono duri ma il recupero è immediato” !!! Queste parole sono arrivate alle mie orecchie accompagnate da una sinfonia meravigliosa, un crescendo trionfale melodico perchè è quello che ogni sistema di allenamento auspicherebbe, efficienza ed efficacia . Probabilmente non per tutti è lo stesso, è probante il fatto che chi l’ha detto aveva partecipato a diverse sessioni consecutive, il che rende molto attendibile l’affermazione.

A cosa serve un buon recupero?!?!

La domanda è retorica, ma rispondo empiricamente con le sensazioni provate oggi stesso in gara alla Garbatella. Per chi non lo sapesse (penso tutti quelli che leggono…) sono stato completamente fermo un mese causa frattura delle costole, e ho ripreso ad allenarmi da una decina di giorni circa. Correre 10 chilometri, seppur a ritmo “limitato” (4’30″/km) è abbastanza impegnativo con questo deficit, e in un percorso impegnativo come quello di oggi , il conto si è presentato, come previsto, intorno al 6° km!

A questo punto le soluzioni sono 2, si rallenta e ci si attapascia fino alla fine, trovano le scuse più disparate … oppure si reagisce! Per reagire servono motivazioni e un aiuto dal percorso, magari un tratto in discesa … io avuto la fortuna di incontrare entrambe e quello che mostra la foto seguente è l’ultimo momento di difficoltà, molto ben nascosto per altro…

secondo giro sulla giostra del ponte…

(ringrazio di cuore l’inaspettato fotografo…) . In questo tratto, per altro in salita,  sono stato chiamato ad un cambio di passo, indispensabile per la strategia di gara che si era presentata, e allora passo corto e frequenze e si spinge… poi la discesa successiva mi ha permesso di recuperare la respirazione e mi sono ritrovato ad impormi la frase :”nulla osta“!!! Ovvero se ho il fiato controllato e le gambe a posto perchè devo mollare? Allora si pensa ad ogni chilometro, segmentando, uno dopo l’altro, non mancano 4 km ma … solo uno per arrivare al 7 … e poi si fa il punto!

Il chilometraggio alla Garbatella presentava un’insolita segnaletica, almeno per un malato di matematica come me. Il primo cartello diceva 1/6,il secondo 3/8 … e mi son detto, che spettacolo, segnaletica con le frazioni, ti mostrano la percentuale percorsa … Poi quando ho realizzato che il percorso era di 2 giri , ho dedotto che la lettura era molto piu’ semplice ovvero al primo giro era 1 e al secondo giro 6 !!! Che delusione!

Comunque arrivato all’8° km (leggendo la parte destra del cartello …) ho verificato che la mia teoria di “tenere” è vincente! Ho tenuto il passo e superato la crisi … quindi, anche quando sembra tutto perduto, si può recuperare!!!

E allora cosa c’entra il gruppo?

Durante la settimana abbiamo fatto lavori specifici non solo sull’intensità ma sull’allenamento mentale. Inviare al cervello sensazioni positive per affrontare serenamente carichi non indifferenti, e soprattutto credere che correre a certi “ritmi” sia facile!

L’allenamento preveda una variazione di ritmo sugli 800mt, correndo la prima serie a Ritmo Gara , la seconda più veloci, e la terza ancora a Ritmo Gara. Ogni serie con 2 ripetute da 800mt.

Percorrendo questa curva di impegno mentale e muscolare l’intento era eseguire la terza serie con la leggerezza mentale di un carico meno faticoso

Chi ha corso le serie insieme a me, incitato dalle mie “forzature” mentali, ha corso in modo veramente facile, senza provare la fatica che in realtà era ammissibile al termine di una seduta cosi impegnativa. Quale erano le mie forzature? Dai, lascia girare le gambe, corri sciolto, è un ritmo facile, lo puoi tenere senza problemi… E’ chiaro che stiamo parlando di palliativi, una sorta di effetto placebo, la mente si fa condizionare fortemente da queste sensazioni. Se io avessi detto, accidenti come andiamo forte, non credo di riuscire a tenere questo passo, nella mente sarebbero arrivate altre sensazioni e non avremmo mai concluso l’allenamento con lo stesso (soddisfacente) risultato!!!

Il gruppo aiuta, ci si confronta, si ingaggiano sfide, si osa, si tiene, si creano treni dove si punta a migliorare, qualcuno fa da locomotiva , qualcuno fa il vagone e poi si prova a prendere un altro treno…

Poi ovviamente i risultati non sono immediati, qualora lo fossero si parla di potenzialità dell’atleta, inutile illudersi e millantare di essere coach miracolosi!  I risultati sono figli si applicazione, sacrificio, sudore … miglioramenti sullo stile di corsa, sull’appoggio, sulla frequenza, sull’ampiezza … serve un occhio attento e preparato, con esperienza e qualifiche!!!

ForresTeam che fa stretching … 🙂

Poi ovviamente ci sono le note dolenti, gli infortuni, i dolori, le prestazioni meno soddisfacenti o completamente deludenti. Anche questo è materiale per il laboratorio, si analizza l’accaduto, le implicazioni, le variabili e si lavora per migliorare e migliorarsi.

Anche in questo caso il recupero lampo è una prerogativa