Aspettando Miguel

10 km veloci

Negli ultimi allenamenti abbiamo “simulato” le diverse situazione di una 10km veloce e la parola veloce va gestita al meglio in ogni punto della gara.

E’ fondamentale che un alteta gareggi non solo per avere obiettivi ma per mettere alla prova i propri limiti per un tempo più lungo di un allenamento.

La corsa di Miguel ad Aprile, con la partenza “modificata” è una di queste gare: obiettivo

Il mantra di questa competizione sarà: “se vado piano o se rallento, fatico lo stesso, tanto vale andare veloce cosi arrivo prima e fatico meno!

Ogni gara ha le sue variabili che possono migliorare o peggiorare la prestazione, l’unica variabile “negativa” della Miguel e’ la grande partecipazione, se sbagli strategia ti puoi trovare bloccato dietro tappi e buontemponi che scambiano una competizione con la sagra dell’ammucchiata, quindi evitare i gruppi vacanze e gli assembramenti e svicolare il piu’ possibile da: mascherati, sbandieratori, dj…

Roma, nel percorso della gara, ha strade larghe e permette di superare questi blocchi di traffico…

Quindi evitato questo possibile impedimento si fanno le solite suddivisioni del percorso.

Questa gara si puo’ vivere in 4 segmenti:

  • Partenza (primo chilometro) abbastanza veloce, nessuno scatto ma svicolare dall’ingorgo e prendersi una traiettoria utile per correre bene al proprio ritmo, sarà un chilometro abbastanza veloce ma indispensabile.
  • Seconda Parte (dal 2° al 5° km) prendere il ritmo giusto, quello che siamo (poco) certi di valere ma dobbiamo un po’ rischiare e contare su noi stessi, e’ una gara obiettivo quindi si osa! Niente comfort zone, niente scuse, si fa andare la gamba e sara’ quel che sara’…
  • Terza Parte (dall’6° km al 7° km) qua sara’ dura, se siamo partiti troppo forte inizia a salire al “scimmia” che ti mette in testa tutto il negativo del mondo, pensi di essere finito e che il traguardo sia inarrivabile… non far salire la scimmia, e inizia ad usare la tecnica: gestisci al meglio la respirazione, conta il ritmo per non perderlo, NON RALLENTARE per nessun motivo! Se rallenti inizia l’agonia! Prendi il treno giusto, canta in inglese a mente, insomma distogli i pensieri negativi e soprattutto SEGMENTA! Si va di km in km, di 500mt in 500mt. In questo punto la gara non finisce al 10° km ma sono tutti frammenti che devi completare, uno ad uno, uno comincia, si percorre e finisce e poi avanti un altro!
  • Parte Finale anche qua si fa ulteriore divisione. Siamo usciti dal momento peggiore e se abbiamo superato la crisi, come? Accelerando, e’ cosi che si vince il momento buio del 7°km… Ora abbiamo imparato perfettamente a segmentare e si continua cosi, fino all’arrivo spettacolare!
La corsa di Miguel | ForresTeam

Riscaldamento

Una 10km veloce merita un riscaldamento perfetto! Sperando di non dover stare troppo tempo fermi prima della partenza, si fanno 20’/25′ di riscaldamento intensi. Credo che si potra’ effettuare direttamente all’interno dello stadio. Lo possiamo fare tutti insieme, chi non volesse o non riuscisse ad aggregarsi potrà fare questo riscaldamento:

  • 10′ Corsa Facile
  • 5′ Corsa Ritmo Gara
  • Andature
  • Qualche allungo
  • Corsa Facile fino a che e’ possibile

Partenza

Il momento della partenza sarà molto molto affollato.

Ecco la disposizione delle griglie in base ai pettorali

Quindi sara’ necessario utilizzare le seguenti accortezze:

  • Svicolare piu’ possibile avanzando nel momento precedente la partenza, in modo da evitare al meglio i blocchi dei “lenti” che si piazzano sempre avanti, chissa’ poi mai perchè!! Quindi con un “permesso” ci si infila negli spazi e si avanza inesorabilmente. Non accontentatevi mai e avanzate quanto piu’ possibile…
  • Al via trovare le traiettorie migliori per avanzare e superare, slalomare, saltare, sempre con la massima attenzione e concentrazione di non inciampare…
gruppo orange
Immancabile foto di gruppo

Sui ponti

Le strade larghe permettono di trovare il proprio spazio e soprattutto il proprio “intorno”. Conosciamo i nostri vicini, ci servira’ per capire come stiamo andando, l’intorno e’ il check del nostro andamento, se li ritroviamo piu’ avanti, vuol dire che stiamo velocizzando il ritmo, se ci passano, vuol dire che stiamo rallentando… sono molto meglio del gps!

Ci saranno alcuni cambi di direzione, non molti, ma quanto bastano per stare molto attenti.

Prendiamo al meglio le curve, mai interni per le ginocchia e per non essere tagliati fuori.. ci si allarga un po’ e poi si taglia interna. Regola che vale sempre, correre, se possibile al centro della mezzeria, dove la strada non ha inclinazioni e il percorso e’ piu’ breve “tagliando” appunto le curve.

E’ una gara veloce, quindi l’assetto deve essere giusto. Buone frequenze, respirazione “soffiata” e braccia a 90° che spingono per 180° disegnando un perfetto semicerchio con il gomito la punta delle dita della mano sempre aperta!!!

Siamo a ritmo “crociera” veloce e in questo tratto la concentrazione è massimale!

Quando il momento si fa duro…

In una gara veloce è inevitabile il momento della “consapevolezza”, ovvero pensi che stai andando troppo e non ce la fai, non sei allenato… e bla bla bla, gne gne gne.

Devi subito uscire da questi “trip”. Distogliere la mente, pensare per prima cosa a correre bene, sei un alteta non un trasportatore di “stanche membra”. Poi è il momento di inseguire treni, se trovi un compagno e’ il massimo, altrimenti chi passa passa puo’ essere quello giusto, sempre e SOTTOLINEO SEMPRE attenzione ai tappi!

Passano, si prendo la tua fiducia e poi rallentano e se non te ne accorgi finite tutti nell’oblio!

Rallentare, quando sei in crisi è la grande sconfitta. I motivi sono noti, perdere il ritmo significa aumentare i dolori muscolari! Significa aumentare l’agonia, non arrivare mai!!!

Non si puo’ sicuramente andare a palla tutta la gara, ma non si DEVE scendere di ritmo. Stare sempre in quei 10″/km altrimenti è solo peggio!!!

Controllare sempre l’andatura, certo il massimo e’ correre con belle sensazioni da non dover controllare, ma non siamo ancora a questo livello di preparazione.

Bisogna adeguarsi “tararsi“. Tarare è stabilire un ritmo giusto per il momento, il migliore possibile, sempre. Magari sarà piu’ lento delle nostre aspettative ma dobbiamo tenerlo per questo tratto di difficolta’, farlo nostro, non muovere il numero imposto sull’orologio, deve restare quello!

E’ il momento di TENERE

Dopo essere tornati a Ponte Milvio e aver percorso un tratto di ciclabile, un tratto “tosto” e il risalire sulla strada, qua correre con passi corsi e veloci, spingere con le braccia, fare il gomito, riprendere un po’ fiato e poi andare perche’ il peggio e’ passato…

Tratto Finale

Una volta percordo il viale dei Gladiatori, che solo per il nome è importante correre con “forza e onore” si ha la fortuna di poter imboccare il tunnel di Maratona che conduce allo stadio Olimpico!

C’è chi urla, che piange, tutti si emozionano! E’ un privilegio unico e irripetibile poter calcare quel tratto in leggera di scesa che all’uscita apre uno scenario trionfale!

Non e’ assolutamente ammissibile perdersi questo momento, via i dolori, le fatiche, via tutto… ora è suona l’Aida e si calca una pista indescrivibile. Godetevi il rimbalzo, e cercate di proporre la migliore tecnica acquisita per non sfigurare in questo meraviglioso scenario!

Si vola verso l’arrivo, magari facendo qualche sorpasso, un occhio al display che potrebbe inquadrarci e poi braccia alzate si attraversa il gonfiabile e si ringrazia di poter vivere attimi come questo!!!

A proposito di ansia (che ci sta sempre bene…)

Il primo commento ufficiale a questo articolo è stato il seguente:

“solo a leggerlo mi mette l’ansia”.

C’era un tempo che mi sentivo un po’ colpevole di tutto e avrei preso questa frase come una coltellata, in quanto il mio intento non era certo mettere ansia ma semmai “proteggere” gli atleti da gesti incauti privi di esperienza (anche se la follia e’ sempre ben accetta!)

L’ansia non è mai di aiuto, anzi… è molto deleteria in qualsiasi campo, specialmente nello sport!

Quando saremo alla partenza tutto quello che si doveva fare è stato fatto e quindi per agevolare la prestazione è necessaria una bella dormita, una cena normale a base di carboidrati (un bel piatto di pasta o una pizza) un bel bicchiere di vino o una birra (sono maltodestrine!)

Una colazione corretta e quindi fette biscottate, succo di frutta e magari un caffe’.

Ci siamo allenati, chi piu’, chi meno, siamo pronti per questa competizione. C’e’ anche una temperatura ideale. Bisogna in qualche modo ingannare la mente. Condizionare il cervello e portarlo nella situazione più favorevole. Nessun disagio, nessun problema di temperatura, di abbigliamento…

Abbiamo fatto il doppio/triplo nodo ai lacci delle scarpette? Abbiamo fatto i “bisognini”?

Indossato il pettorale? Allora cosa osta? Nulla, si parte!

Le aspettative sono impossibili, si elaborano chilometro dopo chilometro, non posso sapere cosa succedera’ e come dovro’ “tarare” la corsa a fronte di chissa’ cosa… quindi nessun problema, nessuna ansia, nessuna ossessione e soprattutto nessuna lamentela! Se ho qualche dolorino, passera’ durante la gara, ne sono certo!

Questo stato di contentezza e il sorriso appagante sarà il nostro profilo per qualsiasi foto prima, durante e soprattutto dopo la gara.

Serenità per tutti, perchè ripetetelo, nulla osta…

Riassumendo il percorso:

Dopo la gara

Una volta giunti al traguardo in trionfo dentro lo stadio Olimpico, se l’organizzazione lo permette, sarebbe bello riunirci e magari farci una foto tutti insieme! In questi casi c’e’ sempre qualcuno che si intromette, e si fa immortalare… ma fa parte della tradizione!

Poi ci si avvia nel tunnel e si spunta nello stadio Pietro Mennea…

Un po’ di storia…

Nel 1976, in seguito a un colpo di stato, prende il potere il comandante dell’esercito argentino Jorge Videla: sospesa la costituzione, le libertà civili e sindacali, oltre 30mila persone scompaiono nel nulla. Sono i “desaparecidos”.
 I ragazzi vengono arrestati, torturati, a volte rilasciati alle famiglie ma nella maggior parte dei casi segretamente uccisi senza lasciare tracce.
Tra questi ragazzi vi è anche  Miguel Benancio  Sanchez, podista e poeta argentino, venne rapito da un commando paramilitare, il 9 gennaio del 1978.

Miguel si Si allenava di mattina presto e alla sera tardi con il tecnico Osvaldo Suarez, mitico personaggio che aveva vinto tre volte la Corrida di San Silvestro.
In sua memoria proprio dal 9 Gennaio del 2000 si corre una manifestazione podistica denominata: “La corsa di Miguel“, una 10km che è andata sempre più affermandosi in partecipazione tanto da superare (prima della pandemia) i 10.000 partecipanti.

La poesia…

Per te che sai di freddo,
di calore
di trionfi e di sconfitte
che no non lo sono.
Per te che hai il corpo sano,
l’anima larga e il tuo cuore grande.
Per te che hai molti amici,
molti nonni,
l’allegria adulta,
il cuore dei bambini.
Per te che non sai né di gelo nè di sole,
né di pioggia né di rancori.
Per te atleta,
che traversasti paesini e città,
unendo stati nel tuo andare,
per te atleta,
che disprezzi la guerra e sogni la PACE

Concludendo

Ognuno ha la sua competizione personale, e soprattutto ognuno ha dei limiti da rispettare o superare, dipende dal momento che sta vivendo, nessuno chiede l’impossibile, ma il possibile è rendere una gara dignitosa!

Forrest alla Miguel
Una Miguel di Gennaio

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